{"id":9318,"date":"2009-03-19T06:06:16","date_gmt":"2009-03-19T05:06:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=9318"},"modified":"2009-03-19T07:18:46","modified_gmt":"2009-03-19T06:18:46","slug":"il-giornale-non-e-la-sua-carta-il-giornalista-non-e-il-pesce-incartato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/03\/19\/il-giornale-non-e-la-sua-carta-il-giornalista-non-e-il-pesce-incartato\/","title":{"rendered":"Il giornale non \u00e8 la sua carta. Il giornalista non \u00e8 il pesce incartato."},"content":{"rendered":"<p>Una puntuale anlisi dello stato delle cose dei giornali di <a href=\"http:\/\/blog.debiase.com\/2009\/03\/senza-giornalisti.html\">Luca De Biase<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Varrebbe la pena di chiarire che si dovrebbe distinguere il destino dei giornali e quello dei giornalisti. \u00c8 sbagliato definire i giornalisti come la categoria delle persone che scrivono i giornali (essendo i giornali tautologicamente quelle cose che sono scritte dai giornalisti&#8230;). E sebbene quella sia stata la definizione adottata dall&#8217;Ordine, non pare pi\u00f9 molto azzeccata. Forse si potrebbe proporre l&#8217;idea di giornalisti come professionisti impegnati nella produzione di informazione per il pubblico con un metodo di ricerca empirico e trasparente (informazione, non comunicazione). In quel caso il loro destino non sarebbe necessariamente quello di seguire la sorte dei giornali. I giornali, invece, sono i prodotti di un&#8217;industria editoriale molto importante che a sua volta non vive solo del lavoro dei giornalisti, ma anche di quello delle concessionarie di pubblicit\u00e0, di sostegno pubblico, di collaterali e altro.<\/p>\n<p>Ho l&#8217;impressione che in una crisi come questa tutto diventi pi\u00f9 semplice da capire. Se una cosa serve e viene fatta bene resiste di pi\u00f9 di una cosa che non serve e viene fatta male. E questo vale anche per i giornali e per il lavoro dei giornalisti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>I giornali hanno diverse opzioni.<br \/>\n1. possono diventare entertainment<br \/>\n2. possono diventare puri contenitori pubblicitari<br \/>\n3. possono diventare puri mezzi di propaganda<br \/>\n4. possono mettersi al servizio della comunit\u00e0 che ha bisogno di informazione<br \/>\n5. possono diventare piccoli circoli culturali nostalgici<\/p>\n<p>Tutte queste opzioni sono gi\u00e0 praticate. Il mercato non sembra sostenerle tutte. Lo stato ne sostiene alcune. Quali resisteranno in futuro? La quarta opzione, in particolare, resister\u00e0 e si svilupper\u00e0 solo se i giornali che la praticheranno sapranno essere davvero di servizio, trasparenti, chiari nella linea editoriale e intelligenti nell&#8217;interpretazione. In questo senso, la crisi potrebbe migliorare la situazione, scremando il panorama e offrendo al pubblico una maggiore consapevolezza di quello che comprano.<\/p>\n<p>E i giornalisti a che cosa serviranno? Nessuno ha la soluzione in tasca. Le opzioni sono diverse:<br \/>\n1. diventeranno persone di spettacolo<br \/>\n2. diventeranno testimonial pubblicitari<br \/>\n3. diventeranno addetti alle relazioni pubbliche<br \/>\n4. si concentreranno sul mestiere di fare informazione per il pubblico<br \/>\n5. si chiuderanno in alcuni scantinati a lamentarsi pensando di fare cultura<\/p>\n<p>Tutte queste opzioni sono gi\u00e0 praticate. Ma se i giornalisti faranno informazione per il pubblico, il pubblico trover\u00e0 il modo di sostenerne il lavoro. Le soluzioni sono molte da questo punto di vista.<\/p>\n<p>Se giornali e giornalisti faranno informazione insieme, purificando un po&#8217; il clima che si \u00e8 creato in un contesto nel quale informazione, comunicazione, propaganda e pubblicit\u00e0 hanno perso di vista i loro confini, allora anche questa crisi sar\u00e0 servita a qualcosa.\u00a0 E se intanto su internet cresceranno le fonti di informazione diretta, i blogger di qualit\u00e0, i nuovi modelli di business, il sistema dell&#8217;informazione avr\u00e0 soltanto da guadagnarci.<\/p>\n<p>Per un lavoro sulla qualit\u00e0, sulla ricerca che richiede tempo e pazienza, sulla indipendenza di giudizio, i professionisti della ricerca giornalistica capace di seguire un metodo empirico e trasparente potr\u00e0 ancora servire. Su qualunque piattaforma. Perch\u00e9 il giornale non \u00e8 la sua carta. E il giornalista non \u00e8 condannato a fare il pesce incartato.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una puntuale anlisi dello stato delle cose dei giornali di Luca De Biase Varrebbe la pena di chiarire che si dovrebbe distinguere il destino dei giornali e quello dei giornalisti. \u00c8 sbagliato definire i giornalisti come la categoria delle persone che scrivono i giornali (essendo i giornali tautologicamente quelle cose che sono scritte dai giornalisti&#8230;). &#8230; <a title=\"Il giornale non \u00e8 la sua carta. Il giornalista non \u00e8 il pesce incartato.\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/03\/19\/il-giornale-non-e-la-sua-carta-il-giornalista-non-e-il-pesce-incartato\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il giornale non \u00e8 la sua carta. 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