{"id":9721,"date":"2009-04-06T07:43:42","date_gmt":"2009-04-06T06:43:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=9721"},"modified":"2009-04-06T09:01:26","modified_gmt":"2009-04-06T08:01:26","slug":"cronache-da-un-mediacamp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/04\/06\/cronache-da-un-mediacamp\/","title":{"rendered":"Cronache da un Mediacamp"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/2009\/04\/05\/per-un-giornalismo-che-gia-oggi-vive-il-suo-domani\/\">Andrea Fama su LSDI<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Ma veniamo al vivo di questa giornata finale, cercando innanzitutto di capire cos\u2019\u00e8 un MediaCamp, ovvero una conferenza informale basata su una forte interazione tra oratori e pubblico, i cui ruoli si alternano e si sovrappongono nel tentativo di instaurare un dialogo aperto ed orizzontale, pronto ad accogliere e a far fruttare idee, esperienze e contributi provenienti dalle realt\u00e0 pi\u00f9 disparate.<\/p>\n<p>Ed infatti il programma in carnet per questa domenica si presenta decisamente ricco, con una scaletta di interventi variegata ed interessante, a dimostrazione che certo mondo dell\u2019informazione \u00e8 pi\u00f9 che mai vivo e partecipativo, grazie all\u2019energia e all\u2019entusiasmo di numerosi giovani, perfettamente coadiuvati da figure di spicco del giornalismo italiano, la cui esperienza funge da base di lancio comune per  i nuovi stimoli provenienti dal basso.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nIl primo di questi stimoli, in realt\u00e0, pi\u00f9 che dal basso proviene da una terza dimensione che &#8220;minaccia&#8221; di sovvertire ancora una volta i parametri del web: il 3.0, la nuova frontiera della tridimensionalit\u00e0 on-line. A portare a galla la questione \u00e8 Carmela Modica che, citando l\u2019imprescindibile Second Life, mette in guardia circa il potenziale monopolistico alla radice del patto che vorrebbe Linden Lab e IBM unite per dettare le nuove regole del 3.0, in una sorta di remake del film che per anni ha visto come protagonisti Micorsoft e il suo Windows. Fulcro dell\u2019intervento \u00e8 la constatazione che Second Life, a dispetto di quanto si potesse pensare fino a non troppo tempo fa, non \u00e8 una vetrina in cui tutti si riversano nel tenativo di far fruttare business talvolta anche improbabili, bens\u00ec un universo parallelo dal duplice centro gravitazionale: la ricerca scientifica e l\u2019e-learning (pratica che in Italia inizia a muovere i primi incerti passi, ma che in realt\u00e0 affermate quali Harvard corre gi\u00e0 con le proprie gambe). <\/p>\n<p>Altro prezioso intervento in scaletta \u00e8 quello di Massimo Burgio, guru del search marketing. Burgio affronta il tema del personal broadcasting, etichetta che racchiude numerose realt\u00e0 accomunate da un\u2019unica certezza: i media siamo noi. Noi che &#8220;cinguettiamo&#8221; su Twitter, che condividiamo foto e video, o che semplicemente diffondiamo messaggio via sms &#8211; e lo facciamo di continuo. Il personal broadcasting \u00e8 una realt\u00e0 che probabilmente acquister\u00e0 un peso sempre maggiore nel panorama informativo globale, ma ad oggi presenta un nervo pericolosamente scoperto: la rintracciabilit\u00e0 e la visibilit\u00e0 dei contenuti. La chiave per poter essere rilevabili, e quindi rilevanti, nel magma informativo del terzo millennio risiede in un uso pi\u00f9 accurato e consapevole di strumenti quali il SEO (search engine optimization) e il SEM (search engine marketing). Infatti, solo imparando ad usare keyword piuttosoto che tag mirate, ad esempio, \u00e8 poi possibile essere rilevati dai motori di ricerca e quindi esistere concretamente sul web.<\/p>\n<p>Parallelamente ai tentativi di emersione dei contenuti digitali, bisogna segnalare la scomparsa dai radar dell\u2019informazione di una figura chiave che sta per\u00f2 diventando sempre pi\u00f9 effimera. Parliamo del lettore, entit\u00e0 ormai ectoplasmatica che i media non pongono pi\u00f9 al centro del proprio servizio, subordinandola a priorit\u00e0 di natura politico-economiche che oggi costituiscono la mission reale, seppur non dichiarata, di molti organi di informazione. Il lettore, infatti, costituisce solo il 20% del conto economico di un giornale, ad esempio, surclassato da pubblicit\u00e0 e finanziamenti. E\u2019 proabilmente proprio da questo dato che scaturisce la scarsa considerazione nei confronti del lettore, al quale spesso non si riconosce neanche l\u2019autonomia e la dignit\u00e0 culturale che merita, trasformando le notizie &#8211; anche quelle di cronaca &#8211; in strumenti di moralizzazione ed indottrinamento rivolti ad un pubblico che si vorrebbe incapace di fruire di un\u2019informazione &#8220;al naturale&#8221;, scevra quindi da retaggi morali imposti da questa o quella testata giornalistica.<\/p>\n<p>Saltando di palo in frasca, la conversazione del BarCamp perugino si sposta su un altro illustre desaparecido della scena mediatica attuale: il giornalismo di inchiesta. I reportage sul campo costano notoriamente troppo per redazioni ridotte al lumicino, ormai sempre pi\u00f9 assimilabili a distributori di contenuti piuttosto che produttori. A cogliere le opportunit\u00e0 che si nascondono tra le crepe di questa crisi \u00e8 FreeReporter.info, piattaforma di intermediazione tra freelance globali e media mainstream, due realt\u00e0 che difficilmente trovano un comune campo di interazione. La volont\u00e0 di FreeReporter \u00e8 proprio quella di colmare questo vuoto esistente tra due realt\u00e0 che devono necessariamente imparare a dialogare, fornendo ai media tradizionali la possibilit\u00e0 di acquistare inchieste di qualit\u00e0 a prezzi notevolmente inferiori rispetto agli standard, e allo stesso tempo mettendo i freelance in condizione di essere visibili e appetibili per apparati mediatici internazionali difficilmente raggiungibili da chi non \u00e8 introdotto nel grande circo dell\u2019informazione mainstream.<\/p>\n<p>Last but not least, non si pu\u00f2 non segnalare l\u2019intervento di Luca De Biase, direttore di N\u00f2va24, novella testata del Sole24Ore dedicata al giornalismo dell\u2019innovazione. Questa forma di giornalismo \u00e8 per definizione una scommessa avvincente dagli esiti quasi sempre incerti. La sua ragion d\u2019essere \u00e8, come nel caso del giornalismo tradizionale, la ricerca delle notizie. Ma si tratta di notizie innovative, appunto, che propria natura possono essere verificate solo dal tempo, unico attore in grado di decretarne bont\u00e0 e veridicit\u00e0, ancghe se solo a posteriori. Anche il giornalismo innovativo, per\u00f2, corre sugli stessi binari di quello tradizionale. Da un lato, infatti, spadroneggia il motto del &#8220;cos\u00ec fan tutti&#8221;, sintetizzabiile in una copia spudorata dei prodotti giornalistici. Dall\u2019altro, invece, il pi\u00f9 nobile e rassicurante riferimento alle autorit\u00e0, alla citazione delle fonti autorevoli. Il grande punto interrogativo di questo giornalismo, per\u00f2, consiste nel fatto che quelle stesse fonti che per anni sono state considerate innovative, non \u00e8 detto che lo siano per sempre, rendendo l\u2019attivit\u00e0 giornalistica un\u2019avvincente ricerca e una scommessa continua.<\/p>\n<p>Tra i punti di forza di Nova24 c\u2019\u00e8 sicuramente il NovaLab, un\u2019officina della sperimentazione giornalistica in cui gli utenti possono contribuire alle storie fornendo spunti, correzioni e integrazioni al prodotto giornalistico che, in virt\u00f9 di ci\u00f2, si trasformerebbe finalmente in quel processo informativo a cui ambisce il giornalismo moderno e di cui tanto si \u00e8 discusso anche durante il Festival appena conclusosi.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Fama su LSDI Ma veniamo al vivo di questa giornata finale, cercando innanzitutto di capire cos\u2019\u00e8 un MediaCamp, ovvero una conferenza informale basata su una forte interazione tra oratori e pubblico, i cui ruoli si alternano e si sovrappongono nel tentativo di instaurare un dialogo aperto ed orizzontale, pronto ad accogliere e a far &#8230; <a title=\"Cronache da un Mediacamp\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/04\/06\/cronache-da-un-mediacamp\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Cronache da un Mediacamp\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30,32],"tags":[210,654,653],"class_list":["post-9721","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-media","category-pensieri","tag-lsdi","tag-mediacamp","tag-perugia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9721"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9721\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9724,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9721\/revisions\/9724"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}