Il nostro paese vive uno dei momenti più difficili della sua storia: la grave situazione economica nazionale ed europea e il rischio di un crollo dell’euro, l’aumento della disoccupazione, la grave crisi dei partiti, l’inefficienza e la disorganizzazione della pubblica amministrazione, la difesa degli interessi corporativi, la crescita delle diseguaglianze sociali, la corruzione, il discredito delle istituzioni. In questa situazione tutti gli italiani possono contribuire ognuno per le loro competenze e nei loro settori ad affrontare i problemi che bloccano lo sviluppo della società civile e impediscono la ripresa economica.
Un gruppo di associazioni e di singoli cittadini, riunitisi presso la Federazione nazionale della stampa, ha deciso di aprire un dibattito pubblico sull’esigenza di un maggiore riconoscimento del diritto all’informazione, con l’introduzione di una legge sul Freedom of Information simile a quella introdotta negli Stati Uniti nel 1966 (FOIA) e da tempo esistente nei paesi democratici.
Un confronto tra la nostra legge (241/1990) e quelle in vigore negli altri paesi europei e in USA, mostra il ritardo dell’Italia dal punto di vista sia culturale sia legislativo, per quanto riguarda i diritti del cittadino. La nostra legge è infatti l’unica in Europa a subordinare la richiesta della documentazione della pubblica amministrazione a un interesse diretto del singolo cittadino, e ad escludere esplicitamente la possibilità di un suo utilizzo come mezzo di controllo generalizzato sulla pubblica amministrazione.
Nonostante il principio della “accessibilità totale” sia stato introdotto nella normativa italiana vigente (Legge 15/2009; 150/2009; 183/2010), esso resta appunto soltanto una mera affermazione di principio, non in grado di vincolare la pubblica amministrazione attraverso, ad esempio, un sistema di obbligo-sanzione.
“Come funziona Internet” spiega in maniera accessibile e concisa le tecnologie che costituiscono il cuore di Internet, la rete globale la cui apertura è alla base di così tanti diritti civili e così tante attività economiche.
Il documento è rivolto primariamente ai “policy-maker” (legislatori, politici, ecc.), ma è comunque a disposizione di tutti coloro che desiderano capire, in maniera semplice e accessibile, come funziona Internet.
Il documento originale in lingua inglese era stato pubblicato due mesi fa da EDRi, un gruppo di 32 associazioni su privacy e diritti civili digitali appartenenti a 20 paesi. Lavorando per oltre due mesi, il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino, col prezioso aiuto di alcuni volontari (i cui nomi sono riportati nel documento), ha allestito la versione italiana che ora viene resa gratuitamente disponibile online con licenza Creative Commons.
La società Matrix S.p.A. è una società del Gruppo Telecom Italia, il cui principale business è la produzione del portale Virigilio.it. Negli ultimi tre anni l’azienda ha avuto un bilancio positivo e sempre nuovi investimenti: non vi era da parte dei lavoratori il sospetto che l’azienda potesse avere problemi finanziari. A ottobre del 2011 Telecom Italia S.p.A. internalizza da Matrix i lavoratori della business unit Captive, ovvero i lavoratori che si occupavano della sezione web per Telecom Italia.
Il bilancio 2011 si è chiuso con una perdita di più di 12 milioni. Le responsabilità del gruppo manageriale sono evidenti e i lavoratori dell’azienda stanno reagendo a questa situazione da cui si sentono colpiti più di tutti.
I lavoratori si sono quindi riuniti in assemblea per esaminare e discutere sullo stato dell’azienda a fronte di tutte le notizie apparse da più giorni su tutti gli organi di stampa Nazionali,della probabile cessione/esternalizzazione dei lavoratori dell’azienda Matrix all’azienda Libero.it.
Le conseguenze sul piano sociale rischiano di essere pesanti per i circa 300 lavoratori impiegati c/o l’azienda del Gruppo Telecom Italia, di cui la stragrande maggioranza dei lavoratori è sul sito produttivo di Milano. Per tutte queste ragioni i lavoratori ,la Rsu e le organizzazioni sindacali Slc-cgil e la Fistel-cisl, indicono lo stato di agitazione, con indizione di due ore di sciopero, dei lavoratori di Matrix con un presidio di protesta che si terrà nella giornata di Mercoledì 16 Maggio 2012,dalle H 10.00 alle h.12.00, davanti alla sede di Matrix , in Piazza Einaudi n°8 di Milano.
Triplicano i numeri dell’ebook. Questa nuova edizione del Salone internazionale del Libro di Torino, al via domani al Lingotto e dedicata alla “Primavera digitale”, apre forte di dati che, pur piccoli, segnalano un chiaro consolidamento del segmento ebook nel panorama dell’editoria italiana (in allegato lo studio dell’Ufficio studio AIE).
Triplicano infatti i titoli digitali disponibili a maggio 2012 (sono oggi 31.615, erano 11.271 nel maggio 2011) e triplica anche la loro disponibilità nei vari formati come ePub, pdf, etc (le cosiddette “manifestazioni del titolo ebook” sono oggi 43.427, contro le 15.339 del maggio 2011).
Il mercato ebook 2011? Pesa nove volte di più di quello 2010: a fine 2011 valeva lo 0,9% (pari a 12,6milioni di euro) del mercato dei canali trade (librerie, librerie online, Gdo); era solo lo 0,1% a fine 2010. Un incremento del 740% sull’anno precedente!
Scende il prezzo medio tra 2012 e 2011: oggi il prezzo medio dell’ebook alla produzione si aggira sugli 11,07 euro (iva al 21% inclusa), era di 11,18 euro lo scorso anno (e con iva al 20%).
E infine la curiosità: i libri di carta restano i più letti dalle donne, gli ebook dagli uomini: il 51,7% dei lettori di libri di carta (con più di 6 anni) sono donne. Sono però gli uomini (ben il 61,5% degli uomini con più di 14 anni di età) i più accaniti lettori di ebook.
Il 13 e 14 maggio si svolgono le elezioni della Stampa Subalpina, il sindacato dei giornalisti piemontesi. Come noto e pubblico sono iscritto felicissimo al sindacato toscano che mi dimostra giorno dopo giorno quanto la regione Toscana ed altre regioni italiane siano anni luce avanti al Piemonte. L’essere stato accolto da varie regioni italiane, voglio ricordare anche il Veneto, è figlio dei fatti del passato che saranno in futuro descritti analiticamente. Il mio ruolo è quindi di osservatore, ma mi prendo il lusso di dire il mio pensiero. Il Piemonte è una regione pesantemente depressa nell’informazione rispetto al ruolo economico e culturale della regione nel contesto nazionale. Le ragioni della situazione sono assolutamente non casuali. Il Piemonte non ha mai voluto avere una vera impresa dell’informazione e una informazione pluralista. La situazione è deprimente, ma ci sono giovani straordinari che se ne fregano di queste vecchie compagnie di giro che e stanno cambiando lo scenario.
Si presentano due liste e nelle due liste ci sono persone degne di rispetto, altre sono veramente sconsigliabili: per lo più nocive per l’informazione in Piemonte e utili solo per i loro interessi di tutela personale o dell’azienda per cui lavorano. Devo però non essere indifferente alla presenza del compagno di avventura di QP Franco Borgogno un uomo e un giornalista serio, onesto, capace e appassionato, che ne sa di cose di giornalismo e di sindacato e che non ha paura. Se non vi piace Franco ci sono altri candidati che orbitano intorno al mondo di Quotidiano Piemontese che speriamo diventi un marchio di vera qualità, date loro fiducia se volete. Qualcosa può cambiare.
Saluti dal Grandcato di Toscana giornalistico. Ben altro mondo …
I liquidatori de Il Manifesto, da febbraio in liquidazione coatta amministrativa, hanno inviato una fax alla redazione del quotidiano in cui comunicano la cessazione dell’attività aziendale e richiedono la concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale per 12 mesi. Lo rende noto la stessa redazione.
Il fax recita così, dice la redazione: ‘Oggetto: Comunicazione cessazione attività aziendale e richiesta concessione trattamento straordinario di integrazione salariale. Ce lo inviano i nostri liquidatori: da febbraio siamo con i conti bloccati». «Solo un ‘passo formale per avviare la trattativa al ministero? Forse, ma non ci rassicura il resto del fax, in cui si parla di una cassa integrazione di 12 mesi per tutti i lavoratori». «Domani sul giornale troverete tutti i particolari – afferma ancora la redazione -. Intanto chiediamo ancora il vostro sostegno, che in questi mesi è stato importantissimo, sia per i nostri conti che per la continuazione di questa esperienza politica.
Nonostante l’endemico senso di disagio nei confronti del Salone del libro di Torino domani sabato il presente bloggante parteciperà all’incontro su Memoria e New Media, il rapporto fra le generazioni attraverso il web alle ore 19 allo spazio Book.
Earrivata la sentenza definitiva della Corte di Cassazione sul caso di Carlo Ruta, condannato in primo e secondo grado per stampa clandestina e oggi assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”. La III Sezione della Corte di Cassazione ha emesso una sentenza molto attesa e pone cosi fine a cinque anni di dibattiti sulla natura dei blog giornalistici e se devono essere obbligatoriamente registrati presso l’apposito registro delle testate editoriali, se non si vuole commettere il reato di stampa clandestina: “Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000. La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico, dal quale non risulti il nome dell’editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero” (legge n. 47 del 1948).Per la Cassazione i blog, anche di informazione, non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull’editoria e non devono essere registrati e non sono stampa clandestina.