Prima industrie: il meglio italiano

Di   8 gennaio 2010
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Via Lastampa.it

Seconda tra gli «Italian champions»: Prima Industrie – l’azienda leader mondiale nel settore delle macchine laser che ha il cuore e cervello a Collegno – è stata riconosciuta tale dalla AtKearney. Un risultato eccezionale sancito da una società di consulenza internazionale, fondata a Chicago nel 1926, che ha analizzato le aziende italiane quotate in Borsa per conto de Il Mondo.

Ha considerato tra 2004 e 2008 l’incremento di fatturato e del valore delle azioni. Il fatturato di Prima Industrie – l’azienda meccanica fondata e diretta da Gianfranco Carbonato – è al primo posto con un incremento del 39 per cento. Per quanto riguarda il valore dell’incremento è stato dell’11 per cento nel periodo, due punti superiore a quello medio delle aziende del campione e di 17 punti al di sopra dell’indice dell’intero mercato.

Al primo posto c’è la Trevi appartenente al settore delle costruzioni edili, quindi Prima Industrie è l’azienda industriale più brillante tra quelle quotate in Italia. Subito dopo Saipem, Danieli, Replay e Biesse. La Fiat, pur in un periodo di grande rilancio, si colloca al sedicesimo posto, Eni al quindicesimo, Tod’s al tredicesimo, Luxottica al ventesimo, Finmeccanica al ventitreesimo.

L’eccezionale performance si è appannata appena un po’ nel 2009, anno orribile che ha in chiodato i mercati, ma già sta partendo un aumento di capitale per 15 milioni di azioni a 6,80 euro e per 20 di warrant. Il presidente e amministratore delegato, Gianfranco Carbonato, spiega le ragioni di tanto successo: «Abbiamo fatto quello che tutti dicono e non molti fanno: spendiamo il 6 per cento del fatturato in ricerca e innovazione». E non basta: «Non stiamo fermi: abbiamo sedi in 15 Paesi e produciamo direttamente, oltre all’Italia, in Usa, Cina e Finlandia. Vendiamo in 60 Paesi. Se un’azienda è presente ovunque riesce a compensare gli andamenti di mercato».

Carbonato spiega che «a parte il 2009 che ovunque, tranne un po’ in Cina, ha visto la caduta del fatturato, di solito un mercato va meglio l’altro peggio, più si è globali più si compensa». Ma per andar nel mondo servono risorse ed energie. Carbonato nega che la sua sia una «one man show»: «C’è una squadra fatta di competenze». Una squadra composta da giovani visto che l’età media dell’azienda è sui 36-37 anni per un quarto laureati e per l’80% diplomati.

Prima Industrie produce macchinari per il taglio delle lamiere metalliche con il laser che vengono utilizzate per auto, trattori, aerei, elettrodomestici, mobili. Tra i clienti c’è il meglio delle aziende mondiali: Fiat, Mercedes, Tower, Volvo, Bmw, Boeing, Airbus, Avio, Rolls-Royce, Mitsubishi, Siemens, Alstom, Hitachi, Cnh, Nissan, Whirlpool, Saipem, Anaconda, Eaton. Carbonato spiega che «noi di solito, quando i mercati vanno bene, andiamo meglio delle altre aziende perché i nostri macchinari rendono le aziende che li acquistano più veloci, più flessibili, più efficienti con costi minori».

Dopo una serie di cinque anni di fatturato in costante crescita – passato dai 97 milioni del 2004 ai 367 del 2008 anche grazie ai 184 della Finn-Power acquistata a inizio 2008 – il 2009 è stato duro anche per la Prima Industrie. L’ad non nasconde «un calo di fatturato che è arrivato anche al 50% a eccezione della Cina». Un calo che ha ridotto dipendenti nel mondo dai 1663 del 2008 ai 1462 di adesso con uscite verso la pensione o con precari non rinnovati.