Mese: Août, 2010
Vittime del digitale: Barnes & Noble in vendita
Nell’ anno del Signore 2001, quello dopo cui nulla sarebbe stato più come prima, Nora Roberts, l’ autrice di centinaia di lovestory, stracciò nella classifica dei libri più venduti quei mostri sacri di John Grisham e Stephen King. Il mondo dei libri viveva l’ alba di una nuova era: l’ eBook era ancora fantascienza ma il web più che realtà. E una compagnia di Seattle con la scommessa di vendere senza aprire un solo negozio, Amazon, aveva varcato la soglia di un miliardo di dollari di ricavi. Quasi la metà del giro d’ affari del più grande rivenditore d’ America e del pianeta: Barnes & Noble. Nove anni dopo la signora Roberts è ancora lì, nei piani alti della classifica, a rigiocarsela con King & Grisham.
quella che era la libreria più grande d’ America discende le valli del business che aveva solcato con orgogliosa sicurezza: per mettersi in vendita. Il valore di Barnes & Noble è sceso sotto il miliardo: 950 milioni di dollari. E l’ ex piccola compagnia di Internet oggi vale 55 volte tanto: 55 miliardi di dollari. Ai numeri non si comanda per definizione: tantomeno ci sono mai riuscite le lettere. La fine di un mondo non è però la fine del mondo. Barnes & Noble prova a rinascere dalle sue ceneri. Saltando proprio sul carro del libro elettronico. Amazon dice che vende 143 eBook ogni cento libri di carta. E per competere in un mercato da 90 milioni di dollari, raddoppiato nel giro di un anno e destinato a salire dal 6 al 25 per cento entro il 2011, Barnes & Noble ha lanciato alla fine del 2009 Nook, il lettore rivale di Kindle. Ma la gara con Amazone Apple – appena scesa nell’ arena, aspettando l’ arrivo di Google – non si può fare con 40mila dipendenti e 720 negozi sul groppone.
Il Codice Azuni or Azuni code
Su iniziativa del Ministro Brunetta, è partita l’operazione “Codice Azuni” per promuovere un processo “dal basso” di raccolta e organizzazione delle principali regole e prassi della Rete. Come fece il giurista sardo Azuni nel XIX secolo, l’obiettivo è individuare le “regole di navigazione” condivise a livello transanazionale, che consentano ad Internet di esprimere al meglio il suo potenziale di crescita e di garantire, in ogni luogo del mondo, il pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona.
A dare il via all’operazione è un primo documento “Codice Azuni – versione Beta”: nello spirito di Internet, si dà voce agli utenti della Rete raccogliendo osservazioni, punti di vista, esperienze e proposte di tutti coloro che sono interessati a contribuire al dibattito sulla governance di Internet. Per partecipare a questa prima fase che durerà un mese, l’indirizzo web è www.azunicode.it. Il prossimo appuntamento è a settembre.
La Cina leader nei rifiuti spaziali
Non sono bottiglie di plastica o vecchie lattine arrugginite abbandonate per la strada. I rifiuti di cui la Cina e’ primo produttore mondiale sono parti di veicoli spaziali, satelliti dismessi o residui di razzi: una vera e propria montagna di spazzatura spaziale. A certificare questo poco invidiabile primato e’ stata l’Agenzia Spaziale Federale Russa Roscosmos, secondo la quale al secondo e terzo posto si collocherebbero rispettivamente Stati Uniti e Russia.
Le tre principali ”potenze spaziali” sarebbero responsabili di circa il 93% dei rifiuti abbandonati nello spazio vicino alla Terra. Secondo le stime riportate in una nota ufficiale della Roscosmos il 40% dei rifiuti sarebbe prodotto dalla Cina, mentre gli Stati uniti ne avrebbero prodotto il 27,5% e la Russia il 25,5. Il restante 7% sarebbe stato generato dall’insieme di tutti gli altri Paesi che, negli anni, hanno preso parte alle diverse spedizioni e missioni spaziali.
Per questo gli scienziati russi hanno proposto la creazione di un sistema di spazio aereo internazionale per monitorare il ”Near-Earth space environment”, cioe’ l’inquinamento ”orbitante” attorno alla terra. Secondo le stime della Nasa infatti la ”spazzatura” sarebbe composta da un totale di circa 15.550 detriti, prodotti da diverse nazioni tra cui anche la Francia, il Giappone e l’India, indicati come ”Grandi inquinatori dell’ambiente spaziale vicino alla Terra”
Firmato il protocollo per la Città della Salute e della Scienza a Torino
E’ finalmente stato firmato il protocollo d’intesa che individua nel quadrante sud-est della città di Torino, che attualmente comprende le strutture ospedaliere Molinette, S. Anna e Regina Margherita e l’area sportiva comunale “Bacigalupo”, l’ambito di localizzazione prioritaria delle attività di assistenza sanitaria, didattica e di ricerca costituenti il primo nucleo della Città della Salute e della Scienza.
Il documento è stato siglato dal presidente della Regione Roberto Cota, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, il rettore dell’Università di Torino Ezio Pelizzetti, il direttore delle Molinette Giuseppe Galanzino e il direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera S. Anna, Bruno Riccardi.
In 33 a giudizio per i mondiali di nuoto di Roma
In 33 a processo per abuso edilizio. È il risultato dell’inchiesta della procura di Roma sulla realizzazione di impianti sportivi, piscine e altre strutture, in occasione dei mondiali di nuoto del 2009. Tra gli imputati citati in giudizio figurano Angelo Balducci, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, tuttora detenuto per la vicenda degli appalti G8, Claudio Rinaldi ex commissario straordinario per i mondiali di nuoto e Giovanni Malagò, all’epoca presidente del comitato organizzatore dei mondiali.
Il processo comincerà il 5 aprile 2011. Abusivismo edilizio il reato contestato dai Pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia, che hanno predisposto un nuovo sequestro per il circolo sportivo Aquaniene. A giudizio anche Simone Rossetti, gestore del Salaria sport village, il centro di benessere citato in alcune intercettazioni sul caso G8 che ha investito Guido Bertolaso, e l’architetto Angelo Zampolini, ex direttore dei lavori del Salaria sport village, coinvolto nella più ampia inchiesta nei cosiddetti “grandi eventi” finita al vaglio della Procura di Perugia in seguito al coinvolgimento dell’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro.
Copia degli atti dell’inchiesta dei Pm romani è stata trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti come da richiesta del 9 luglio scorso. Una decina invece le strutture, tra circoli ed impianti sportivi, finite sotto sequestro dall’inizio delle indagini.
Google Wave goodbye
We have always pursued innovative projects because we want to drive breakthroughs in computer science that dramatically improve our users’ lives. Last year at Google I/O, when we launched our developer preview of Google Wave, a web app for real time communication and collaboration, it set a high bar for what was possible in a web browser. We showed character-by-character live typing, and the ability to drag-and-drop files from the desktop, even “playback” the history of changes—all within a browser. Developers in the audience stood and cheered. Some even waved their laptops.
We were equally jazzed about Google Wave internally, even though we weren’t quite sure how users would respond to this radically different kind of communication. The use cases we’ve seen show the power of this technology: sharing images and other media in real time; improving spell-checking by understanding not just an individual word, but also the context of each word; and enabling third-party developers to build new tools like consumer gadgets for travel, or robots to check code.
But despite these wins, and numerous loyal fans, Wave has not seen the user adoption we would have liked. We don’t plan to continue developing Wave as a standalone product, but we will maintain the site at least through the end of the year and extend the technology for use in other Google projects. The central parts of the code, as well as the protocols that have driven many of Wave’s innovations, like drag-and-drop and character-by-character live typing, are already available as open source, so customers and partners can continue the innovation we began. In ad
Obituary: Elvira Giorgianni Sellerio
Elvira Giorgianni Sellerio, fondatrice con il marito Enzo dell’omonima casa editrice, è morta martedì a Palermo. La Sellerio, che in passato era stata anche componente del Cda della Rai, scoprì e incoraggio a pubblicare per la sua casa editrice numerosi autori di successo, da Leonardo Sciascia a Gesualdo Bufalino fino ad Andrea Camilleri. La notizia della scomparsa è stata confermata dalla stessa casa editrice.
Soprannominata «Donna Elvira», Sellerio era nata a Palermo il 18 maggio 1936 ed aveva 74 anni. Figlia di un prefetto, era laureata in giurisprudenza, cavaliere del lavoro, nel 1991 è stata insignita di una laurea honoris causa in Lettere dalla facoltà di magistero di Palermo. Ha cominciato a lavorare nell’editoria nel 1970, fondando la casa editrice Sellerio (dal nome del marito, il fotografo Enzo, dal quale si era separata) che ha avuto tra i suoi autori Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino.
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Voglia di Mamma
Mamma è una rivista che si trova si su web, ma anche su carta. È una rivista che ha tra le sue menti Carlo Gubitosa, giornalista, scrittore e mediattivista di cui si parla da queste parti. Ed è una rivista che, usando il linguaggio del giornalismo a fumetti e della satira politica e sociale, ci prova a vivere di abbonamenti bandendo la pubblicità. Ma poi capita di inciampare in provvedimenti che suonano come censure minori (e che, per citare il pezzo riportato sotto, fanno sbadigliare invece di smuovere i lettori). Ne parla Ulisse Acquaviva nell’ultimo editoriale, Tariffe postali: la prova del fuoco dei gruppettari, un “appello al sottobosco ribelle italiano pronto a mobilitarsi contro i bavagli solo se qualcuno gli apparecchia la piazza”. Eccolo di seguito il pensiero del suo autore (e di tutti i mammari). Prima di proseguire con la lettura, però, si faccia almeno un giro sulla pagina in cui sono descritte le modalità per sostenere quest’iniziativa editoriale.
6 Août, 2010
























