Post RitaliaCamp 1.0: pensieri sciolti

Di   1 Aprile 2007
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Ieri c’è stato il RitaliaCamp

I commenti letti fino ad ora in rete sono interlocutori, molti sono rimasti un po’ delusi o per lo meno interdetti dallo svolgimento e per i risultati.

Ma come realisticamente avevano osservato sagge previsioni prima del camp stesso e gli stessi organizzatori non poteva andare molto diversamente
Non sarebbero bastati persone toste come Riccardo, Maurizio e altri, ma serviva una task force presieduta Gesù Cristo, Gandhi e Macchiavelli per tenere insieme i 250 e passa partecipanti presenti alla Bicocca.

Tra questi c’era varia umanità a densità variabile a leggere la lista dei partecipanti: persone oggettivamente di buona volontà, professionisti acclamati , tecnici di grande rispetto, blogger sdegnati dall’onda emotiva, progettisti o presunti tali del vituperato italia.it, afflitti da mania di protagonismo e partecipazione, intruppati, esperti di auto-marketing, personaggi che volevano tirarsi su qualche business, curiosi …

Molte persone di forte personalità: peccato che per far giocare insieme 11 calciatori di grande classe occorra usare almeno 4 o 5 palloni … se bastano
Ora dopo l’evento fondante inizia una fase probabilmente lunga e impegnativa di vera definizione di obiettivi o di focalizzazione sulle cose da fare. Di cuore buon lavoro. Qualcuno ha già fatto analisi e proposte realistiche e condivisibili
L’ottimismo della volontà al solito si scontra con il pessimismo della ragione: l’esperimento di metodo e di organizzazione è interessante. I risultati potranno essere molto minori dello sperato: forse per questa ragione sarebbe stato più cauto evitare una eccessiva mediatizzazione dell’evento per evitare prima una sopravvalutazione, poi una sottovalutazione
A bocce ferme il bloggante pone solo un quesito che da tempo gli frulla nella mente. Non è polemico, giurin giuretta, è solo una domanda.
Come mai tutto questo sdegno, di massa e a catena per il lancio (bacato) di italia.it, mentre per anni c’è stato silenzio sulla genesi lunga, inutile e infruttuosa del portalone turistico da parte di Sviluppo Italia durante il governo Berlusconi.

Perchè non si sono affrontate con uguale intensità altre azioni di promozione e sviluppo economico fatte con fondi comunitari o attraverso fondi a livello locale con investimenti inutili, clientelari, fini a coltivare giardinetti e che spesso hanno avuto risultati di sviluppo effettivo pari a ZERO ?