Per difendere scidecom a Ivrea

Il bloggante nonchè docente aderisce pienamente alla seguente petizione degli studenti di Ivrea e chiede a tutti i lettori di diffondere e aderire a questa Lettera di intenti degli studenti della facoltà di Scienze della Comunicazione di Ivrea rispetto alle future strategie rispetto alla Facoltà eporediese

Con la presente intendiamo porre all’attenzione degli organi competenti la delicata questione della chiusura imminente del distaccamento della facoltà di Scienze della Comunicazione con sede ad Ivrea.

Noi studenti della suddetta facoltà, avvalendoci di un diritto costituzionale, ovvero quello allo studio, riteniamo che la chiusura prevista per l’a.a. 2007/2008 della sede di Ivrea costituisca una limitazione a tale diritto.

Riteniamo, inoltre, che le motivazioni che hanno portato a questa decisione siano discutibili.

Le principali motivazioni emerse che hanno portato a questa triste decisione di far scomparire il corso di Laurea ad Ivrea sono: i costi, il numero degli iscritti ed il poco interesse da parte del territorio ad ospitare tale insediamento universitario.

Per quanto riguarda i costi è stato ribadito spesso dalla pubblica amministrazione comunale che le spese per il mantenimento di un insediamento universitario ad Ivrea sono coperte fino al 2010. A tal proposito potrebbe essere importante l’insediamento di un nuovo corso di studi, come quello di Scienze Infermieristiche, che godrebbe di un finanziamento Regionale in grado di coprire nei prossimi anni le spese di gestione dello stabile, che all’occorrenza potrebbe essere adibito ad ospitare entrambi i corsi di laurea.

Riguardo alla seconda causa, ovvero il numero di iscritti, che si è ridotto negli ultimi due anni, possiamo dire che questo sia un effetto conseguente dell’ultima, ovvero il poco interesse da parte del territorio ad ospitare tale insediamento universitario, nonché alla scarsa promozione della suddetta facoltà nel Canavese. Da alcune interviste condotte nel corso dell’anno 2006 ad Ivrea è emerso, infatti, che sono ancora molti i cittadini eporediesi che non sono a conoscenza della presenza di un tale insediamento nella loro città. Per questo sarebbe opportuno coinvolgere maggiormente la pubblica amministrazione ed il territorio stesso nella vita universitaria, rendendo manifesta la percezione che la presenza dell’università ad Ivrea costituisce una risorsa ed un’opportunità per la città sia in termini di ricchezza culturale che economica. Infatti, l’insediamento di un polo universitario permanente potrebbe attirare i giovani dell’intero Canavese che potrebbero far muovere l’economia.

Un’ulteriore accusa che viene mossa alla sede di Ivrea è di costituire un “doppione” del polo torinese. La proposta che viene mossa dagli studenti di Ivrea è di creare un corso di laurea esclusivo di Scienze della Comunicazione con un indirizzo specifico presente solo ad Ivrea. Questo specializzerebbe la sede eporediese, attirando di conseguenza studenti provenienti da differenti località. Sarebbe altresì opportuno coinvolgere il Comune di Ivrea in una cooperazione maggiore con l’università, per ottenere uno scambio reciproco di vantaggi. Oltretutto, essendo Ivrea sede delle maggiori società di telecomunicazioni, sarebbe interessante costituire delle convenzioni tra le aziende e l’università, finalizzate a stage aziendali, in modo che gli studenti possano mettere in pratica direttamente le competenze acquisite nel corso degli studi. Il vantaggio di tale azione mirata consisterebbe nel fatto che università e aziende risiedono nel medesimo territorio, oltretutto ad una distanza ridotta tra di loro, pertanto gli studenti avrebbero una doppia agevolazioni in termini di spese e trasporto.

Inoltre il vantaggio di una città di dimensioni ridotte come Ivrea la rende un luogo “a misura d’uomo”, vivibile e comunque adatta a soddisfare qualsiasi tipo di esigenza degli studenti, poiché attrezzata di locali, palestre, una biblioteca, cinema, teatro, supermercati ecc… Oltretutto, non essendo caotica come le maggiori metropoli, può divenire, inculcando tale mentalità negli abitanti e negli amministratori locali, una vera e propria “cittadella universitaria” alla stregua di altre piccole realtà italiane. Il vantaggio di una piccola realtà, come quella eporediese, risiede anche nella migliore qualità di vita universitaria degli studenti. Il fatto di frequentare una sede di dimensioni ridotte permette agli studenti di assumere un rapporto più diretto e collaborativo tra di loro, sviluppandone al massimo le abilità comunicative e sociali (fondamentali in un corso di laurea come questo). Inoltre la buona disposizione delle aule, l’accessibilità ai corsi, la stessa assenza di un eccessivo affollamento, permettono agli studenti di seguire con maggiore concentrazione ed interesse le lezioni, e agli insegnanti di poter seguire con maggior attenzione i propri allievi.

Un ulteriore vantaggio di Ivrea consiste di essere situata in una posizione logisticamente ottimale, che consente di essere facilmente raggiunta sia dagli studenti della Valle d’Aosta, sia dal territorio biellese e torinese. Inoltre la relativa vicinanza della sede decentrata alla stazione cittadina, permette anche ai pendolari di raggiungerla agevolmente e velocemente, ed è questo un “punto di forza” che viene spesso espresso dagli studenti che vi giungono e che la rende preferibile alla più caotica città di Torino.

Altrettanti vantaggi si potrebbero ottenere sfruttando un altro punto di forza del territorio eporediese, ovvero il fatto di essere circondato da molte aree urbane non sfruttate, e comunque sempre facilmente accessibili, che potrebbero costituire luoghi ideali per far sorgere un insediamento pluri-universitario, sul modello dei campus stranieri.

Non bisogna dimenticare che frequentare l’università ha comunque costi onerosi che non tutte le famiglie possono sostenere e, pertanto, molti studenti sono costretti ad abbinare la frequenza universitaria ad un lavoro. La presenza della facoltà ad Ivrea permette ai suoi abitanti e quelli delle province limitrofe di poter agevolmente abbinare studio a lavoro e frequentarne i corsi, facilitati soprattutto dalla buona accessibilità di Ivrea.

Noi studenti della facoltà di Scienze della Comunicazione di Ivrea riteniamo che non sia giusto privare i giovani della possibilità di elevarsi culturalmente e rendere ancora più gravosi i costi alle famiglie con le spese che dovrebbero sostenere nel mantenere i figli in città lontane da casa o per il trasporto.

Chiediamo dunque che:

vengano riattivate le iscrizioni per la facoltà di Ivrea;

sia istituito un piano di sviluppo e di investimenti per il suddetto insediamento;

venga rafforzata e resa indipendente la segreteria studenti di Ivrea da quella di Torino, per far si che possa gestire le pratiche amministrative autonomamente e possa promuovere la facoltà nel territorio.

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1 commento su “Per difendere scidecom a Ivrea”

  1. Ci siamo attivati per potere presentare rapidamente un’ interrogazione in provincia. Le chiederei per cortesia se può aggiornarmi sulla situazione. Intendiamo spedire nelle prossime ore una lettera al rettore, chiedendo riscontro.

    Grazie
    Jean-Louis Monteverde
    Ivrea

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