Le stupidate politiche non hanno fine …

Di   20 Ottobre 2007
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La blogosfera italica, e le persone dotate di buon senso, sono state agitate da una nuova trovata politica per interpretare la Rete

Articolo 6 del disegno di legge. C’è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia “attività editoriale”. L’Autorità non pretende soldi per l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale – continua il disegno di legge – significa inventare e distribuire un “prodotto editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o “intrattiene” il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.

Breve pensiero: una legge de genere è talmente assurda che non è pragamticamente pensabile vada in porto.
Ma ne parleremo nei prossimi giorni.