Microsoft passa al contrattacco per Yahoo e altro

Di   12 Febbraio 2008
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Vittorio Zambardino viene eletto ad honorem “breviario della sera” per riassumere nella maniera migliore i fatti di Microsoft e Yahoo

E’ un giorno Microsoft, sul fronte internet e su quello telefoni/internet. E per questo motivo scorporo dal post precedente la risposta che l’azienda di Gates ha dato alla presa di posizione di ieri del consiglio di amministrazione di Yahoo! che giudicava troppo bassa l’offerta di 31 dollari/azione per il portale e motore di ricerca (link in inglese). La risposta si riassume in una minaccia: “che peccato che non accettiate, noi adesso potremmo rivolgerci agli azionisti e comprare direttamente da loro tutte le azioni che ci servono”, dice in sostanza la posizione di Redmond, promettendo di aggirare le resistenze dei dirigenti con l’acquisto “ostile” di azioni sul mercato.

Perché Microsoft possa permettersi tanta sicurezza lo spiega bene Federico Rampini in questo video di repubblica tv: perché è seduta su una montagna di soldi.

E quanti soldi abbia dato, la Microsoft, ai proprietari di Danger (inglese) non si sa. Danger è la società di software che già collabora alla piattaforma Google Android e che Gates e i suoi hanno comprato nei giorni scorsi. L’annuncio (inglese) è di oggi, in coincidenza con le notizie barcellonesi su Google Android. Con questa acquisizione si colgono due risultati: portare, dentro le soluzioni mobili che includono la partecipazione di microsoft, il know how di Danger, ma anche la possibilità di intervenire, con una logica tutta diversa da quella “open” che la caratterizza, dentro i processi di produzione e lancio di Android.

Nel frattempo Microsoft  fa la voce grossa 

Microsoft CEO Steve Ballmer fired back at Yahoo!’s board yesterday for not “embracing” his $44.6 billion offer and reiterated his intention to “pursue all necessary steps to ensure that Yahoo!’s shareholders are provided with the opportunity to realize the value inherent in our proposal.”

Sources said that Microsoft has hired proxy solicitation firm Innisfree in anticipation of a proxy battle to replace Yahoo!’s board.