Cavalcando la crisi

Di   22 Gennaio 2009
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Via Pazzo per Repubblica

La situazione è questa. I due principali quotidiani perdono in diffusione e in pubblicità. Precipitano. E questa è la macroeconomia. Ma per capire la gravità della situazione a volte i particolari, che non sono dettagli, sono importanti.
Corriere. Da mesi si discuteva di tagliare il numero delle pagine, togliendone quattro. Alla fine ne sono state tolte tre e il cdr ha accettato che i giornalisti rinuncino ad avere i collaterali (dvd, libri etc) gratis. La mazzetta, che non è una tangente, ma il malloppo di quotidiani che ogni giornalista riceve ogni giorno: dal primo gennaio ogni giornalista del Corriere avrà diritto a cinque quotidiani al massimo e tre periodici. Prima il numero era illimitato.

Da giorni arrivano telefonate al centralino di Repubblica: “Da noi è arrivata un’edizione ridotta, c’è un problema di stampa?”. Nessun problema di stampa. Il numero delle pagine è stato drasticamente ridotto. Oggi sono 48, molto meno dell’anno scorso. Il Corriere, per ora, ne ha 72 e di formato più grande.

Che altro? Si parla di cassa integrazione, prepensionamenti, tagli alle trasferte, tagli ai collaboratori. Al Corriere Antonello Perricone ha già cominciato, lasciando a casa lo storico disegnatore Chiappori e la moglie di Alberoni Rosa Giannetta (e almeno in questo caso la crisi è stata utile). Il piano di risparmi messo in atto da Perricone prevede un giro di vite di 15 milioni di euro (5 in carico alla redazione).La crisi non è solo italiana. Per dire, in Gran Bretagna in un anno la diffusione dei quotidiani è calata di un milione di copie. Non bruscolini.

In tempi di crisi i quotidiani sono deboli. Debole è la carne e anche l’informazione. E così diventano carne da macello per gli inserzionisti. Che spuntano sconti record e, come ha fatto oggi l’Audi sul Corsera, riescono a spuntare sedici (dico sedici) pagine di seguito solo di pubblicità. Quanto basta per stremare qualunque lettore. Sempre che, considerando anche la qualità pessima dell’informazione rimasta, qualche lettore sia ancora rimasto.