Dissezione anatomica del primo Wired Italia

Di   19 Febbraio 2009
WP Greet Box icon
Benvenuto nel blog di Vittorio Pasteris ! Se vuoi essere aggiornato sulle ultime notizie di questo blog seguimi via Twitter o via Facebook o via Google+ o Iscriviti al feed RSS

Via Blog Webnews

L’attesa era molta, alimentata da lungo tempo in rete e paradossalmente dissoltasi dall’inizio dell’anno. La premiere italiana e cartacea di Wired era attesa da molti addetti ai lavori per capire come si sarebbe reincarnato nella edizione made in Italy il mitico giornale nato nella West Coast americana. Un giornale che per anni è stato un mito o una Bibbia che dir si voglia. Un mito che nel corso degli anni si è un po’ svaporato per incapacità di rinnovarsi, ma che molti ancora raccolgono e conservano con feticismo nelle decadi buone come fosse un vino d’annata.

L’operazione Wired era partita da tempo. Dopo la scelta del direttore Riccardo Luna e dopo la selezione di una piccola ma combattiva redazione era stato prodotto un numero zero presentato in giro come prototipo, ma l’attesa era per vedere come sarebbe stato superato il “test edicola”.

Ci voleva un test di pubblico, di critica ed economico dato che Wired ha scelto di scendere in campo in Italia proprio mentre la stampa cartacea di ogni tipo cerca di sopravvivere e, per colmo di sfortuna, proprio all’inizio dell’hannus horribilis dell’economia mondiale e ovviamente italiana.
In ogni caso sembrava strano parlare di una uscita “cartacea” di un giornale storicamente innovativo, mentre essere veramente innovativi oggi vuol dire puntare al digitale.

Ma dopo le attese siamo arrivati al giorno 19 febbraio 2009. Nelle edicole potete trovare Wired-01.89 e da stanotte è attivo Wired.it

Voto finale. Alla rivista 8: è il Wired che ci si aspettava nel bene e nel male. Al sito 5, ma forse per il sito ad oggi è meglio dare un “inclassificato” in attesa di vedere che succede.

Attendiamo curiosi il numero 2 per capire se il giornale risucirà a mantenersi su una qualità del genere. In ogni caso un in bocca al lupo, vista l’aria che tira nell’editoria, e per il coraggio dimostrato.

L’editore può essere contento, il lettore forse è ancora non del tutto soddisfatto e aspetta il secondo numero e i successivi. In mezzo i pubblicitari a cercare di capire…

UPDATE: sul tema Wired, Italia, innovazione, creatività, ecc..  l’interessante “postone” di Luca Sofri