La crisi dell’editoria vista nel concreto

Italia Oggi via Dagospia

Tira aria di crisi anche alla Stampa degli Agnelli. Il quotidiano diretto da Mario Calabresi si prepara infatti, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, a chiedere lo stato di crisi dal prossimo settembre. Nel frattempo, il piano dell’editore è avviare tra i giornalisti 17 pensionamenti per raggiunti limiti di età, iniziando dal prossimo autunno fino all’agosto 2011, oltre ad altri 43 prepensionamenti. Le uscite sarebbero, in tutto, 60 su 228 redattori in organico. Nelle file dei poligrafici, invece, dovrebbero essere in 76 a lasciare, tra pensionamenti e prepensionamenti.

Al momento non è stato ancora definito un vero e proprio piano di riorganizzazione né tantomeno uno editoriale. La scelta del neodirettore Calabresi potrebbe avvicinarsi, però, a quella già tracciata dal suo predecessore, Giulio Anselmi, ora presidente dell’Ansa, che aveva puntato su un maggior presidio delle province.

Proprio quelle redazioni che lo stesso Calabresi avrebbe dichiarato di non voler toccare, pur nell’ottica di un’intera rivisitazione del lavoro. A conferma dovrebbero restare aperte, secondo alcune indiscrezioni, le sedi distaccate di Roma e Milano, probabilmente però rivedendo il flusso delle notizie: il desk delle pagine capitoline e meneghine non sarà più fatto a Torino, ma direttamente nelle redazioni locali per facilitare l’ufficio centrale.
Montezemolo

I giornalisti dovrebbe incontrare il direttore giovedì prossimo, il giorno prima di sedere al tavolo delle trattative con l’amministrazione della casa editrice. L’alternativa posta dall’editore a pensionamenti e prepensionamenti è la cassa integrazione. Se la redazione dovesse accettare questo piano iniziale di prepensionamenti, anche la richiesta per lo stato di crisi dovrebbe seguire più velocemente il suo iter.

Poco più di un paio di anni fa, comunque, La Stampa aveva già richiesto lo stato di crisi e confezionato un piano di ristrutturazione. Oggi non si sa ancora quali saranno le redazioni al centro dalle partenze: di certo c’è solo che il capo della redazione di Novara, Gianfranco Quaglia, dovrebbe lasciare prossimamente.