Il mistero dei ripetitori scomparsi

Di   15 Ottobre 2009
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La situazione del digitale terrestre piemontese è sempre più intricata

Ripetitori apparentemente sconosciuti

Nessuno sa dirci se e quando il problema sarà risolto. Quanto poi a quei ripetitori che il presidente del consorzio Dgtvi definisce «sconosciuti», mi chiedo: come mai nella quasi totalità dei casi invece sono conosciutissimi a Mediaset, in quanto sono stati adeguati? Faccio presente che molti installatori sono in possesso di cartine e di altro materiale fornito dalla Rai anni addietro, con tutte le localizzazioni di questi ripetitori: ubicazione, località servite e ogni altro dato utile per l’identificazione.

Guarda caso: adesso che bisogna adeguare i trasmettitori diventano improvvisamente sconosciuti, invece prima, quando facevano comodo per risolvere i problemi, andavano bene. Sicuramente i vari presidenti delle Comunità montane del territorio confermeranno quello che sto sostenendo. Da parte nostra posso dire che abbiamo sempre cercato di lavorare con serietà e competenza seguendo corsi di specializzazione e lavorando con attrezzature adeguate, ma se il segnale non arriva, anche la migliore delle antenne non risolve il problema.

Un ministero che trasuda tranquillità

Il ministero sa perfettamente dove sono i ripetitori della televisione, anche quelli piazzati da Comuni, Comunità montane o privati». Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni, smentisce così il presidente del consorzio Dgtvi, Andrea Ambrogetti, che nei giorni scorsi ha parlato di ripetitori «sconosciuti» alla Rai e al ministero sui quali non è stato possibile fare la conversione analogico-digitale. «Il ministero – dichiara Romani – ha una mappa precisa e aggiornata».

Per quale motivo, allora, in molte località, soprattutto montane, la televisione non si vede dopo il passaggio al digitale?
«Il problema non è stato sapere dov’erano gli impianti, ma, semmai, chi doveva provvedere alla conversione. Forse questo passaggio non è stato completato celermente come si doveva, ma è questione di ore, qualche giorno al massimo. E tutto andrà a posto».