Il fantasma dell’urna piemontese

Di   2 Aprile 2010
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Via Lo Spiffero

Ecco quindi che quanto lamentato da Mercedes Bresso chiedendo il riconteggio pare vagamente fondato: un punto percentuale esatto sparisce tra la Presidente e le sue liste. Qualcuno potrebbe dire che è da cercarsi in quello 0,42% in più che prende il candidato dei Grillini Davide Bono rispetto alla sua lista, ma così non è: infatti chi se ne intende sa bene che chi si presenta sulla scheda con due simboli identici per maggioritario e proporzionale, soffre inevitabilmente di una perdita fisiologica (di cui soffrono anche i Grillini, che proprio per questo motivo non fanno seggi in Lombardia e Veneto pur avendo superato il 3% come maggioritario), data da quegli elettori che crociano il simbolo una volta soltanto e non due.

Dove è finito il punto percentuale di vantaggio del centrosinistra allora? Non da Renzo Rabellino, le sue liste gli sono superiori per uno 0,09; non nel centrodestra perchè è difficile pensare che qualcuno possa crociare “Pd” e poi fare una croce su Cota.


Forse una risposta può essere nelle schede nulle: se infatti in generale nel CentroNord la loro incidenza è molto limitata – Lombardia 2,18 %, Veneto 2,50 %, Liguria 2,67%, Emilia 1,56%, Umbria 2,56%, Toscana 2,2% – in Piemonte, tenetevi forte, le schede nulle sono state ben il 4,39 % cioè il triplo rispetto all’Emilia, dove erano comunque presenti 4 coalizioni tra cui i Grillini (questo per rispondere a eventuali obiezioni sulla complessità del voto o su situazioni oggettivamente difformi).

Salvo quindi affermare che i piemontesi sono diventati idioti, bisogna riconoscere che la richiesta di un approfondito riconteggio da parte di Bresso, ci sta, eccome. In quelle 102.791 schede nulle potrebbero decisamente trovarsi 9.373 voti per Bresso, ovverosia meno di 2 voti annullati per ogni seggio.

Il mistero si infittisce poi se scorporiamo i dati delle schede nulle, scopriamo infatti che in Provincia di Torino le nulle sono solo il 3,81%, mentre nel resto del Piemonte e in particolare in alcune province in cui il centrodestra governa la maggior parte delle amministrazioni comunali (competenti nella scelta dei presidenti e scrutatori di seggio, scelta che Berlusconi ha reso per legge ufficialmente politica), scopriamo che gli elettori sono particolarmente scemi, le schede nulle sono infatti ad esempio nella provincia di Cuneo il 5,82 %, ad Alessandria il 4,97%, a Vercelli il 5,91 %, a Biella il 5,76 % .