Neppure una parolina in merito al caso Applestore di Grugliasco

Di   19 Ottobre 2010
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Alessandro Gilioli ha scritto all’AD di Apple Italia su quanto accaduto all’Applestore di Grugliasco.
Apple ha risposto: no comment

Gentile dottor Enzo Biagini,,vedo che per quanto riguarda la vicenda di Grugliasco dobbiamo accontentarci di una sola versione, quella dei lavoratori licenziati, perché né Lei né l’ottimo ufficio stampa dell’azienda di cui Lei è a capo – Apple Italia – volete dire una parola in merito. Peccato: credevo che almeno le companies dell’hi tech – specie una creativa e innovativa come la Sua – tenessero alla trasparenza e all’immagine. Invece a quanto pare preferite mantenere il cupo silenzio dei vecchi padroni del secolo scorso.

Eppure una parolina in merito credo proprio che Le converrebbe dirla: è vero o no che avete spedito a casa tre dipendenti perché «non erano allineati al pensiero Apple»? E se sì, vuole esternarci le regole di questo “pensiero”, che (mi perdoni) puzza tremendamente di ideologia stalinista? E’ poi vero o no che avete chiesto loro di uscire dal retro? E se sì perché? Di che cosa vi vergognavate, cosa volevate tenere nascosto, che supplemento di umiliazione volevate infliggere?

Vede, dottor Biagini, Le sto scrivendo questo post da un Mac, nell’altra stanza c’è la mia fidanzata che gioca con l’iPad e sul tavolino all’ingresso c’è un iPhone4: mi piacerebbe sapere se ho finanziato un’azienda seria e responsabile di questo millennio o dei padroni delle ferriere imbellettati di modernità. Credo, come Suo cliente, di averne un po’ diritto. E con me tutti gli altri che finanziano il Suo, sicuramente meritato, stipendio di amministratore delegato.

Voglio pensare, e sperare, che Lei non fosse al corrente di quel che hanno fatto i suoi manager torinesi. In questo caso, La prego di farcelo sapere e di prendere le decisioni conseguenti: lo sa anche Lei, si fa miglior figura ad ammettere un errore che a insistere per mostrare al mondo quanto si è onnipotenti. Sa, uno dei licenziati ha detto: «Sono entrato alla Apple perché quella è la mia passione. Una specie di mito». Beh, vale per molti, e non solo dipendenti Apple: anche e soprattutto suoi clienti.

Veda un po’ Lei che parte vuole avere nel mantenimento o nella distruzione non dico del mito, ma più semplicemente dell’immagine – della faccia – dell’azienda di cui Lei è a capo. Con viva cordialità e certo di una Sua celere risposta.