Siamo tutti De Falco, ma occorre capire le responsabilità di tutti sul caso Costa Concordia

Di   18 Gennaio 2012
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Il naufragio della Costa Concordia è stato un evento di grandissima risonanza sia per la gravità del fatto, sia per la sua grande emotività sull’opinione pubblica, sia per la massiccia copertura mediatica.

Le azioni messe in atto dal comandante Schettino sono gravissime e delinquenziali. Prima decidere una rotta pericolosa per l’incolumità di nave e passeggeri. Poi, in evidente stato consfusionale o di panico per il mostruoso errore commesso, omettere azioni di tutela dei passeggeri, poi raccontare frottole per proteggere la sua situazione lasciando tracce ovunque.

Il senso di responsabilità e l’abnegazione dei soccorritori ha evitato l’ecatombe. l’eroe più evidente si chiama Gregorio De Falco, capo della Capitaneria di porto di Livorno.

Restano delle domande:

Perchè nessuno fra capitaneria e Costa ha in passato sanzionato navigazioni troppo sotto costa che Repubblica documenta essere frequenti ? Perchè nessuno aveva mai verificato i percorsi di navigazione delle navi per capire le rotte vere e non quelle teoriche visto che con i sistemi AIS possiamo farlo noi da casa ?

Perchè pare il personale parlasse male inglese e italiano e avesse poca dimestichezza alle manovre di abbandono la nave ? Per una azienda come Costa dopo aver speso milioni di dollari per comunicazione e investimenti nelle navi non conviene investire nella formazione ?

Perchè si cerca di incolpare il solo capitano quando in effetti la responsabilità di una nave del genere e delle sue situazioni di emergenza va suddivisa umanamente fra più ufficiali ?

Perchè la Costa ha scelto di far comandare le sue navi da Schettino ? Non c’erano stati suoi precedenti che potevano fare pensare ?