l corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata carbonizzata all’interno di un seminterrato trasformato in appartamento in via Due Ponti 180 a Roma stamani. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica della questura di Roma.
La morte sarebbe avvenuta in seguito ad un incendio. La vittima sarebbe stata identificata grazie alle dichiarazioni di una persona accorsa sul posto che ha dato anche l’allarme ai vigili del fuoco. Il rogo si è sviluppato in un locale seminterrato. La procura di Roma ha disposto i rilievi del medico legale, si sta procedendo agli accertamenti e ai rilievi della polizia scientifica. I vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando all’interno delle cantine di una palazzina in via Due Ponti alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i hanno trovato il corpo della viado ormai carbonizzato all’interno del suo appartamento. Immediato l’intervento della polizia scientifica.
Quest’anno si terrà per la prima volta in Italia il DrupalCamp con lo scopo di mettere in comunicazione persone che utilizzanoDrupal e di favorire lo scambio di opinioni e di conoscenze, permettendo a tutti di contribuire. Il DrupalCamp si terrà l’11 dicembre 2009 presso la sede di Crema del dipartimento di tecnologie dell’informazione dell’università statale di Milano.
La giornata sarà suddivisa in diverse sessioni attraverso cui i partecipanti esporranno vari argomenti. Trattandosi di un Camp ognuno è libero di proporre dei talk da presentare alla platea; per farlo è sufficiente recarsi sul sito ed inserire l’argomento di cui parlare. Per motivi di spazi e tempistiche, e per garantire varietà negli argomenti trattati, gli organizzatori si riservano la possibilità di filtrare le presentazioni pervenute e scegliere le più interessanti.
Drupal è uno di più diffusi CMS, sistemi editoriali per la gestione di siti e comunità internet
France-Soir meglio non scrivere su Russia e Italia. Soprattutto se capita di essere un po’ critici nei confronti del potere in carica. Il quotidiano rilevato in gennaio da Alexandre Pougatchev, figlio dell’oligarca russo Sergueï Pougatchev, ha appena liquidato senza tanti complimenti i suoi due corrispondenti da Roma e Mosca.
Ariel Dumont, collaboratrice esterna dalla capitale italiana, il 13 novembre s’è vista notificare la fine della collaborazione per telefono, dal caporedattore, Charles Desjardins. Da settimane le era stato detto di non scrivere più sul presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, amico del presidente russo Putin. “A più riprese, mi è stato rimproverato il mio ‘anti-berlusconismo’. Tuttavia, precisa, ero stata molto prudente. Utilizzavo perifrasi per parlare delle sue scappatelle, tipo: ‘la disordinata vita privata di Berlusconi’. A settembre, mi hanno fatto riscrivere un pezzo sulla Mostra di Venezia in cui parlavo del film Videocracy e delle dichiarazioni critiche di Michael Moore nei confronti del presidente del consiglio italiano. In ottobre, mi hanno fatto scrivere un solo articolo, con mille raccomandazioni. Poi, più nulla.”
In ottobre più di due terzi dei maggiori quotidiani statunitensi hanno registrato un calo del numero dei visitarori nei loro siti web. Secondo le rilevazioni di Nielsen Online, il New York Times e Usa Today (i due giornali Usa più letti su Internet) hanno perso entrambi il 15% di utenti unici rispetto all’ottobre 2008, il Washinghton Post il 28%, il Wall Street Journal il 10% e il Los Angeles Times il 21%.
In parte questi cali si spiegano con il fatto che un anno fa negli Stati Uniti erano in corso le elezioni presidenziali e che era appena scoppiata la crisi finanziaria mondiale, quindi i siti d’informazione risultavano più frequentati del solito.
Ci sono però anche altre ragioni, come scrive Editor & Publisher analizzando i dati di Nielsen. Alcuni giornali, ad esempio, in ottobre hanno deciso di rendere a pagamento parte dei contenuti dei loro siti e questo ha determinato ovviamente una diminuzione del numero dei visitatori. È il caso di Newsday, che ha perso il 25% di utenti unici, e del Minneapolis Star Tribune che ha registrato un -16%.
Wired Italia lancia il progetto Internet for Peace candidando ufficialmente il Web al Premio Nobel per la Pace 2010. In occasione della presentazione pubblica del progetto in programma a Milano venerdì 20 novembre al Piccolo Teatro Studio, alle ore 18, all’interno delle manifestazioni di Science For Peace Live, saranno al fianco di Riccardo Luna anche le redazioni di Wired USA e Wired UK. Il Direttore di Wired Italia, infatti, sarà accompagnato dagli interventi del Direttore di Wired Uk David Rowan e dal Direttore di Wired USA Chris Anderson, che per l’occasione sarà in collegamento video da Detroit.
L’idea, a cui sarà dedicato il prossimo numero di Wired, vedrà coinvolti numerosi ambasciatori e supporters, primi fra tutti il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, il Professor Umberto Veronesi, lo stilista Giorgio Armani, insieme alle redazioni di Wired USA e Wired Uk.
Il funzionamento è semplice e intuitivo: dal pannello sul lato sinistro dello schermo è possibile indicare quale tipologia di programma si vuole guardare. Calcio: dalla Serie A, ai Mondiali 2010, Sport: dalla Formula 1, al Basket, Cinema, Programmi: dai documentari ai programmi per bambini.
La ricerca permette anche di indicare la tecnologia di trasmissione preferita: digitale terrestre o satellitare e i servizi aggiuntivi più richiesti, come l’alta definizione o il recorder digitale. I risultati, ordinati per il prezzo mensile, forniscono un’indicazione chiara sui contenuti dei pacchetti di ogni tariffa, sulle altre modalità di pagamento e su eventuali costi aggiuntivi e promozioni.
IlCircolo della Stampa torinese ricorda Giovanni Giovannini a poco più di un anno dalla morte. Oggi 19 novembre alle 17 nella sede di palazzo Ceriana Mayneri di corso Stati Uniti 27 si tiene l’incontro “Giovannini, il coraggio di cambiare”, per ripercorrere le tappe professionali di una delle più autorevoli figure del giornalismo e dell’editoria nel più recente passato.
Laureato in diritto internazionale, durante il secondo confliffo mondiale Giovannini fu deportato nei campi di sterminio di Limburg e Offenburg per aver rifiutato ogni forma di collaborazionismo coi nazisti e i repubblichini. Nel dopoguerra svolse la sua professione giornalistica come inviato per il quotidiano La Stampa, nel quale proseguì la sua intera carriera fino alla presidenza. Dal 1976 al 1996, inoltre, fu presidente della Fieg, la Federazione italiana degli editori di giornali. Riccardo Giordano, Giovanni Giovannini e Gaetano Massara negli anni Cinquanta furono i fondatori del Circolo della Stampa – Sporting, nell’odierna sede di palazzo Ceriana Mayneri.
A nove mesi dal ciclone giudiziario, la vicenda del Grinzane Cavour è giunta a una svolta. Il Premio che rischiava di scomparire, travolto dallo scandalo che tra marzo e giugno aveva anche portato in carcere il suo inventore e padrone assoluto per 27 anni, Giuliano Soria, risorgerà dalle sue ceneri. Da ieri è entrato in possesso della Fondazione Bottari Lattes, attraverso una gara pubblica – indetta dal Tribunale di Torino – che doveva svolgersi con un’asta. Alla fine così non è stato: le offerte erano due, ma il liquidatore Enrico Stasi, una volta aperte le buste, ha ritenuto valida solo un’offerta, quella della Fondazione di Monforte d’Alba. «Irricevibile» l’altra, quella del presidente del Premio Capalbio (Fondazione Epoké), l’avvocato Gianni Aringoli. «Un esito che non sorprende – dice amaramente lo sconfitto, rifacendosi forse alle dichiarazioni rilasciate tempo fa, quando alludeva a una sponsorizzazione da parte della Bresso per i suoi avversari – visto che dietro la Lattes sta la Fondazione per il Libro di Picchioni».
In sintesi, i 300 mila euro della base d’asta sono stati sufficienti a renderla valida a tutti gli effetti. A breve il liquidatore consegnerà al tribunale una relazione conclusiva, ultimo atto prima del via libera ufficiale. Sempre che Aringoli non riesca, con un ricorso, a bloccare la procedura, per la quale il suo pagamento dilazionato non è stato ritenuto affidabile.
La diffusione di Internet segna un po’ il passo, la lettura di libri e giornali regredisce di qualche punto percentuale, ma guadagna molto terreno l’entusiasmo per i social network, che hanno contagiato 19 milioni di italiani: è lo scenario che emerge dal rapporto sui consumi mediatici del Censis. In cima alla top five italiana c’è Facebook, noto al 61,6% degli italiani, seguono Youtube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e Myspace (31,8%). Naturalmente sono soprattutto i giovani a frequentare questo tipo di comunità.
Arretra la lettura dei quotidiani. La lettura dei quotidiani a pagamento almeno una volta alla settimana passa dal 67% al 54,8%, invertendo una tendenza leggermente positiva che si era registrata negli anni immediatamente precedenti al 2007. Se poi si guarda agli utenti abituali, ovvero quelli che il giornale lo prendono in mano almeno tre volte in sette giorni, si passa dal 51,1% del 2007 al 34,5% del 2009. Una flessione non è compensata neanche dalla free press che rimane stabile (passa dal 34,7% dell’utenza al 35,7%) anche se l’incremento registrato tra i lettori più istruiti fa pensare che ci sia stata una migrazione da quelli a pagamento a quelli gratuiti. Per quanto riguarda i periodici lo scenario non migliora: nel 2009 li legge il 26,1% degli italiani (-14,2%) e quella dei mensili il 18,6% (-8,1%).