Sospensione a divinis del futuro presidente CNR

Di   28 Gennaio 2008
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Premesso che il bloggante ha avuto una cultura cattolica che in buona parte condivide, premesso che sul caso “Benedetto alla Spienza” si è creato un polverone inutile e strumentale, premesso che lo Stato italiano è uno stato laico e così dovrà essere, premesso che ognuno in questo stato laico è libero di esercitare liberamente il suo pensiero.

Tutto questo premesso: la notizia del congelamento della nomina di Luciano Maiani (grazie a Galileo per la segnalazione) a presidente del CNR, fa decisamente impressione.

 Il Parlamento congela la nomina del fisico di fama mondiale a presidente del più importante organo di ricerca italiano. Motivo: è fra i firmatari della lettera anti-papa

Chissà se Luciano Maiani, fisico di fama mondiale, avrebbe mai immaginato di trovarsi un giorno alle prese con un sospetto di eresia: dichiarare pubblicamente di ritenere non opportuno che Benedetto XVI parlasse durante la cerimonia di apertura dell’anno accademico della Sapienza. Un bel guaio, al cui confronto i limiti della teoria di Einstein e i dubbi sulla presenza di un quarto quark, che pure Maiani è riuscito a risolvere, sembrano un giochetto da ragazzi. Scelto dal ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi in una rosa di tre scienziati per diventare il prossimo presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), il nome del fisico di San Marino ha inizialmente convinto sia destra che sinistra.

Per non parlare degli apprezzamenti della comunità scientifica per un sistema di selezione, quello usato da Mussi, basato su criteri puramente scientifici e non politici. Ambiziosi i suoi obiettivi una volta in carica: valorizzare la ricerca Cnr e la sua rete di istituti, potenziare le discipline portanti per la scienza moderna, come biologia, scienze della vita, informatica e fisica.

Ma ora tutte queste rischiano di rimanere solo buone intenzioni. Intorno alla candidatura di Maiani, infatti, aleggia come una pericolosa caccia alle streghe il polverone sollevato dal “caso Sapienza”. Maiani infatti è uno dei 67 firmatari della lettera con cui alcuni scienziati dell’Università romana hanno espresso il loro dissenso sulla presenza di Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico.

Questo è bastato a far sbiadire, d’un colpo solo, la figura dello scienziato di fronte a sospetti di “integralismo laico” e “incompatibilità con un atteggiamento equilibrato”, come si legge nel verbale della seduta della Commissione cultura in Senato del 16 gennaio.

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