Mestieri in estinzione: il critico cinematografico

Lorenzo Soria su Lastampa.it

Nel mondo della carta stampata sotto assedio per il calo dei lettori e delle entrate pubblicitarie, il critico cinematografico diventa una figura di cui si può fare a meno, un lusso superfluo. E mentre la categoria rischia di ridursi a una specie in via di estinzione, c’è chi reagisce con indifferenza, come si trattasse solo di uno dei tanti mestieri in difficoltà, e c’è invece chi teme che la vera vittima diventi il cinema di qualità, quello che arriva nelle sale senza avere dietro la forza di grandi star e di generosi budget pubblicitari. Ansen è preoccupato: «È un po’ come tornare indietro ai giorni in cui io ero giovane: chiunque poteva essere un critico cinematografico e andava a finire che si prendeva qualcuno dalle redazioni sportive. Tutto questo è una profonda offesa alla conoscenza e all’esperienza di molti critici».

Come quasi tutto ciò che sta trasformando il mondo dei media, anzi il mondo in generale, alla radice della novità c’è Internet. Per decenni, il critico è stato non solo l’unico ad avere accesso in anticipo all’ultimo film, ma anche un arbitro del gusto, quello che guidava il lettore contestualizzando l’arte e spiegandone il significato. Ma di questi tempi, quando il venerdì esce la critica dei film sul New York Times, sul New Yorker o su Variety i cinespettatori sono già stati bombardati dalla macchina pubblicitaria degli Studios che, quando è in gioco un blockbuster, possono buttare nell’arena 50 e più milioni di dollari in marketing e trovare sempre qualcuno disposto a scrivere che quel particolare lavoro è «fantastico!, esilarante!, indimenticabile!» e altri aggettivi altisonanti, seguiti sempre da un punto esclamativo.

Dal canto loro, gli spettatori sono già andati a cliccare su Yahoo Movies, su YouTube e su decine di siti dedicati al cinema con nomi come Rottentomatoes.com, Indiewire.com, Defamer.com, Thereeler.com, Cinematical.com. Si aggiungono blogs e podcasts: quando viene pubblicata la critica, i potenziali frequentatori delle sale si sono già fatti un’opinione del film.

2 commenti su “Mestieri in estinzione: il critico cinematografico”

  1. Aggiungo che, visti i ritmi distriutivi e l’assenza di una politica distributiva, capita che i frequentatori delle sale il film l’abbiano gia’ visto.
    Questo tuo post mi fa ricordare alcuni violenti attacchi ai blog di cinema da parte di critici.

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