Niente pelo per tutti

Di   15 Giugno 2008
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Scusandosi per il titolo blandamente triviale del post, leggendo la segnalazione di Luca vengono pensieri al solito sparsi:

1) il provvedimento è abbastanza ridicolo e non trova riscontro se non in veri regimi autoritari
2) Il passo successivo sarebbe un enorme proxy che filtra il filtrabile stile cinese … e non solo sul porno

3) I problemi della sicurezza della navigazione dei monori non dipendono solo dal porno

4) L’Italia fino a prova contraria è un paese laico
5) Se la legge passa come farà Berlusconi a trovare spunti per le prossime nomine politiche del suo governo ?
6) Berlusconi sa che una legge (inutile e marginale) come questa potrebbe toglierli voti “utili” e sa che la prima regola politica è evitare di togliere “panem et circenses” all’elettore medio

7) Luca dimentica che l’utilizzo di materiale pornografico non è esclusiva maschile

Via Luca Spinelli

Oscuramento di ogni sito internet pornografico o offensivo del buon costume. Pene fino a cinque anni di carcere per chi pubbilca una qualsiasi scena di sesso sul web. Si prospettano tempi duri per il maschio italiano insoddisfatto.

La notizia del disegno di legge, “Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori” (DDL 664) presentato il 22 maggio scorso dal senatore Alessio Butti (PDL) è shock.

Il testo è molto chiaro e, considerando lo schieramento del senatore, le possibilità che si traduca in legge sono evidentemente maggiori, perciò merita attenzione. Premetto che un disegno di legge non sempre diventa legge dello stato e che anche quando questo avviene passano quasi sempre vari mesi (esisterebbero, tra l’altro, forme normative più celeri che non devono passare per entrambi i rami del parlamento).

Ma a prescindere da queste questioni procedurali, la proposta è dura: vietare con pene severissime la pornografia su internet. Solo su internet. E non soltanto in Italia: nel mondo. O meglio: dall’Italia verso tutti i siti al mondo. Una legge italiana, infatti, coinvolge – almeno in teoria – l’intera navigazione dall‘Italia, non solo quella in Italia. Ricordiamo che Internet è il primo caso della storia nel quale si può accedere istantaneamente da una nazione a documenti, immagini ed informazioni presenti in un’altra, con leggi e culture differenti.

Il DDL Butti ricorda per qualche verso il pacchetto sicurezza del Governo Prodi di cui avevo parlato qualche mese addietro su Punto Informatico, ma si spinge parecchio oltre. Come sapete, per scelta, ho sempre preferito tenere il più possibile lontano i giudizi strettamente politici dalle pagine di questo sito, per commentare direttamente i testi di legge e le azioni pratiche (e infatti ho criticato leggi di sinistra, centro sinistra, destra e centro destra). Così farò anche questa volta.

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