Grisaglie pesanti

Di   7 Luglio 2008
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Tra i dipendenti in esubero di Telecom Italia (via Bellaciao)

L’azienda all’inizio della privatizzazione contava 120mila dipendenti. L’assalto di Roberto Colaninno, Emilio Gnutti e Marco Tronchetti Provera, l’ha ridotta in pratica al fantasma di se stessa. Quell’assalto generò un debito che viaggia intorno ai 43 miliardi. Se oggi la Telecom deve affrontare la quarta ristrutturazione in poco meno di dieci anni, è a causa di questo grave fardello e della nuova alleanza con la spagnola Telefonica, che prevede la compressione dei settori omologhi. Manca però un piano industriale che lo spieghi in modo chiaro. E’ questo che sindacati chiedono con maggior forza per essere sicuri di non trovarsi l’ennesima sorpresina dietro l’angolo.

Tra i lavoratori c’è tanta indignazione. Al megasito di Parco de’ Medici, a Roma, una delle più grandi sedi d’Italia con più di cinquemila addetti, si può parlare di vera e propria esasperazione. Molta gente non crede più nemmeno a una parola che arriva dai “piani alti”. «Hanno infarcito l’azienda di dirigenti – racconta Gabriella – ed ora ci vengono a dire che siamo in esubero. C’è gente qui che arriva da altre ristrutturazioni ed è stata inquadrata per anni a livelli inferiori e a mansioni completamente diverse». Secondo una stima dei Cobas le “grisaglie” pesano oggi per il 25% del costo del lavoro.

Da quasi quindici anni Telecom vive dentro un continuo tsunami, che di fatto ha bruciato carriere professionali e demansionato schiere di professionisti in nome di una non meglio identificata “necessità finanziaria”. Se da una parte il “ministero” Telecom, come ormai lo chiamano tutti, si è fatto carico della storia di quasi tutto il settore Tlc in Italia, dall’altra ne è uscito un mostro ingovernabile con un generoso indotto di “esternalizzati” e di consulenti. In molti casi è almeno il doppio della “casa madre”. Il potere effettivo è di fatto in mano ai dirigenti intermedi. E’ così per quanto riguarda il salario, agganciato per la gran parte a una non meglio identificata, e discrezionale, produttività.