I cacciatori del tempo che non c’è più

Di   2 Settembre 2008
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A proposito di Nonno raccontami

A Caltanissetta hanno ascoltato e registrato storie di solfatara e di rivolte, ripiombando per un attimo in un libro di Verga dislocato però negli Anni Cinquanta: quando, in qualche modo, Ciaula continuava a scoprire la luna. Un signore il cui padre possedeva una miniera di zolfo, fra molte ritrosie, ha registrato per loro la sua testimonianza sulla vita durissima dei bambini «prestati» dai genitori ai cottimisti, e costretti a lavorare in condizioni assai dure fino all’estinzione del finanziamento.

«Non ne parlava volentieri. Ne soffriva – racconta Lorenzo Fenoglio – era una novità anche per i suoi famigliari». Lorenzo Fenoglio, 33 anni, assicuratore, sta girando l’Italia a proprie spese con tre amici più o meno della stessa età. Vivono e lavorano tra Torino e Alba, e hanno inventato da pochi mesi una cosa che prima non c’era, cui stanno dedicando ogni momento libero: una «Banca della memoria», dove si accumulano testimonianze di vita vissuta, persone nate prima del 1940 che si narrano nel modo più libero, senza interferenze.

La banca è costituita da filmati, sta su Internet e parla di guerra, di lavoro, di avventure e di sentimenti. C’è di tutto, è un mondo apparentemente caotico dove emergono spezzoni di un’Italia antica, in apparenza remota come se fosse un altro Paese, un tempo sprofondato ma con tutti i suoi traumi e i suoi sorrisi, e le antiche saggezze. Il signor Fabio Riccitelli, da Città di Castello, racconta il suo viaggio di nozze del ‘59 o del ‘60, non ricorda bene, quando a bordo di una Cinquecento se ne andò con la sposa verso la Francia, attraversando Genova lungo il porto, fra rotaie e carrelli.

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