L’imbarazzo della scelta: una follia tira l’altra

Di   23 Ottobre 2008
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Le follie politiche – poliziesche si sprecano, via Alessandro Gilioli

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Oggi, giustamente, “Libero” esulta perché «il governo ha accolto il nostro appello», vale a dire le promesse di manganellate agli studenti che occupano scuole o università.
Ma una ciliegia tira l’altra, e questi ci hanno preso gusto.
Così oggi arriva la “proposta di legge” (chi scrive l’articolo è Giancarlo Lehner, parlamentare berlusconiano) di rifilare cinque anni di galera a chi fa i picchetti, occupa scuole o «ostacola la libera circolazione di cose e merci».
Mi pare di ricordare che una norma del genere l’hanno passata in Birmania, nei giorni in cui i monaci manifestavano sotto la pioggia.