Torino che cambia: arrivederci stazione Dora, il Passante da Porta Susa a Stura

Di   23 Settembre 2009
WP Greet Box icon
Benvenuto nel blog di Vittorio Pasteris ! Se vuoi essere aggiornato sulle ultime notizie di questo blog seguimi via Twitter o via Facebook o via Google+ o Iscriviti al feed RSS

Via Repubblica Torino

Il passante ferroviario si allunga ancora. Domenica, in contemporanea con la chiusura della stazione Dora, i treni che ora circolano in superficie tra Porta Susa e Stura, verranno via via trasferiti sui binari realizzati sottoterra, quelli che passano sotto il fiume Dora, lungo corso Principe Oddone e corso Venezia. Un trasloco in due tempi, realizzato a pezzi per limitare i disagi ai pendolari. Disagi che saranno però inevitabili.

Le due giornate critiche? Le domeniche 27 settembre e 18 ottobre, quando il traffico su ferro verrà interrotto (dalle 23 di sabato fino alle 17 di domenica) per consentire l´allacciamento delle nuove rotaie. «Ma si tratta di un ulteriore e importante passo avanti – hanno sottolineato gli assessori ai Trasporti di Regione, Daniele Borioli, e Comune, Maria Grazia Sestero – nel completamento dei lavori di realizzazione del nodo di Torino». Lavori che durano da circa quindici anni, che si dovevano concludere nel 2011, ma che slitteranno a marzo 2012 secondo l´ultima tabella di marcia delle Ferrovie. L´azienda ha anche annunciato un ritardo per la costruzione del fabbricato passeggeri della nuova stazione di Porta Susa: «Una parte nella prima metà del 2011 – ha spiegato Gianfranco Pometto, responsabile investimenti di Rfi – il resto alla fine del 2011».

Trasferimento treni. L´apertura della nuova linea sarà in più fasi. Domenica verrà chiusa la stazione Dora di piazza Baldissera, che sarà demolita, ricostruita sottoterra e riaperta una volta completato il passante. I treni in direzione Nord (Settimo-Chivasso-Aosta-Milano) circoleranno sulla nuova linea in galleria e si fermeranno nella stazione sotterranea di Porta Susa. I convogli provenienti da Milano, Aosta, Chivasso, Settimo correranno ancora in superficie e si fermeranno nella vecchia Porta Susa fino al 18 ottobre, quando saranno poi trasferiti definitivamente nel tunnel lungo quattro chilometri da Porta Susa a corso Grosseto. Trasferito tutto il traffico ferroviario sottoterra, partirà lo smantellamento dei binari in superficie per permettere la realizzazione degli ultimi due binari in galleria.

Orari treni. Causa trasferimento gli orari dei treni e i tempi di percorrenza saranno modificati dal 28 settembre al 17 ottobre. Per informazioni telefonare ai numeri verdi di Gtt (800-0119152), Trenitalia (89.20.21), Pronto Tpl (800-333444) oppure collegarsi al sito dell´Agenzia Metropolitana (www.mtm.torino.it).

Porta Susa. Della vecchia stazione rimarrà solo la palazzina passeggeri. I viaggiatori useranno a pieno regime i primi quattro binari sottoterra. Previsti, oltre all´accesso da piazza XVIII Dicembre, quattro ingressi da corso Inghilterra.

Mezzi Gtt. I 700 passeggeri al giorno che utilizzavano la stazione Dora dovranno scegliere tra Porta Susa e Stura. Gtt ha potenziato i mezzi tra le due fermate e l´area della Spina: modificati i percorsi del 21, 46 barrato e 60.

Via Vittorio Bertola

Era un po’ che aspettavamo che qualcuno desse la notizia, e finalmente si sono degnati di farla uscire, con ben cinque giorni di anticipo: da domenica prossima apre il passante ferroviario tra Porta Susa e corso Grosseto, e i treni per Milano si spostano in sotterranea. Per ora apre solo un binario, quello in direzione nord, mentre i treni che arrivano da Milano continueranno a fermare in superficie; dal 18 ottobre però aprirà anche il secondo, e tutti i treni andranno in sotterranea, mentre i binari di Porta Susa – i primi dei quali entrarono in servizio il 25 maggio 1854 – andranno in pensione dopo oltre 155 anni. Contemporaneamente chiuderà per sempre anche la stazione di Torino Dora, in cui il servizio risale al 20 ottobre 1856; ne riaprirà forse una nuova tra qualche anno, quando troveranno i soldi per costruirla in sotterranea sul passante.Sarebbe una data storica, se non fosse la classica inaugurazione all’italiana. Non soltanto per l’approssimazione con cui è stata gestita: di informazione finora non c’era nulla, e le date erano trapelate da poco tempo sui forum degli appassionati e dei pendolari solo per via delle informative interne, ma l’orario ufficiale di questo primo periodo è stato pubblicato solo in questi giorni, mentre per il secondo periodo ancora non si sa nulla. Inoltre, l’attivazione dei binari richiederà lavori che dureranno per 24 ore ogni volta, dal sabato sera alla domenica sera, sia domenica prossima che domenica 18 ottobre; in queste giornate molti treni saranno soppressi, limitati a Torino Stura o a Chivasso, o fortemente ritardati… eppure nessuno ancora sa esattamente quali; il sito di Trenitalia vende i biglietti per domenica come se nulla fosse…

Anche passata la transizione, tuttavia, il servizio sarà molto difficoltoso. Come forse avrete letto, l’azienda che aveva in appalto la costruzione della nuova stazione di Porta Susa è fallita qualche tempo fa, e i lavori a fine marzo si sono bloccati. Pare che stiano per riprendere, tuttavia della nuova stazione – pur inaugurata in pompa magna quasi un anno fa – esistono solo quattro dei sei binari sotterranei e i relativi corridoi di accesso, con ingresso dal marciapiede di corso Inghilterra e – solo per quello nord – dal marciapiede del binario 3 della vecchia Porta Susa. Dentro non c’è niente: non un bar, non una biglietteria, nemmeno le macchinette automatiche; si può solo scendere al binario e prendere il treno. Questa situazione durerà almeno fino a marzo 2011 (data prevista…), quando si potranno inaugurare le prime parti del nuovo fabbricato viaggiatori e collegare i binari alla nuova fermata della metro, quella “fantasma” dove i treni della metro si fermano senza aprire le porte già da due anni.

Per questo motivo, ancora per due anni resterà attivo l’edificio della vecchia stazione, con tutti i relativi servizi (biglietterie comprese). Comprato il biglietto, il giornale o il panino si dovrà però attraversare a piedi la zona dei vecchi binari, spostarsi verso sud di un centinaio di metri ed entrare al capo nord della nuova stazione, per poi continuare a spostarsi a piedi verso sud (il capo sud dei marciapiedi è circa all’altezza di corso Vittorio). Bisogna dunque scordarsi di arrivare in stazione all’ultimo, perché dalla fermata della metro ci sono almeno cinque minuti a piedi, e fino a fine ottobre bisognerà addirittura scendere nel sottopassaggio della vecchia stazione per risalire poi dalla strettissima scala del binario 3 (voglio vedere coi regionali per Milano…).

Forse siamo noi a lamentarci sempre, ma in un altro paese non sarebbero certo arrivati a spostare il traffico di una delle principali stazioni cittadine senza aver pronto almeno un minimo di servizi e locali per i viaggiatori e senza aver spostato i trasporti pubblici urbani; non credo che sia chiedere troppo da chi pianifica lavori di questa portata.