Volevo fare solo il giornalista

Di   21 Dicembre 2009
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Un libro di Cristiano Tassinari

Il sogno nel cassetto di Cristiano è sempre stato quello di ‹‹fare il giornalista››: sfondare a livello nazionale, girare il mondo con la macchina da scrivere e con il microfono in mano, partecipare a Mondiali di Calcio, Olimpiadi e G8, scrivere articoli bellissimi e realizzare interviste a personaggi importanti, magari vincere il Premio Pulitzer, lasciare una traccia nel mondo dell’informazione.

E invece…, fin dai suoi esordi, comincia una lunga, estenuante, interminabile via crucis, fatta di precariato, di co.co.co., di contratti a tempo determinato, di colleghi serpenti, di direttori incapaci e di editori improvvisati. Dagli inizi in una tv sgangherata, fino all’approdo nella grande città, Torino, passando per le esperienze più disparate e più disperate, per i luoghi più improbabili d’Italia, per mille promesse non mantenute e per mille speranze andate deluse, tra occasioni perse e grotteschi colloqui di lavoro, sempre all’inseguimento del Grande Sogno: sfondare, diventare un giornalista vero.

In un intreccio di nomi noti della tv e anonimi personaggi del ‹‹sottobosco››, nel libro vengono fuori più di 20 anni di storia italiana, televisiva, e non solo. Feroce grido d’accusa contro il mondo dell’informazione ‹‹ufficiale›› in Italia asservito al potere politico e popolato di personaggi sempre al confine tra bene e male: splendide persone ed emerite canaglie (molte di più le canaglie…), la storia di Cristiano è anche la storia di migliaia di altri giovani – in tutta Italia – che hanno speso gli anni migliori della loro vita a inseguire un sogno, in un continuo faticoso dribbling tra raccomandazioni, amici degli amici, e richieste di prestazioni ‹‹fuori orario››…