Il giornalismo scientifico non abita sulla Luna blu

Di   7 Gennaio 2010
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Il mitico Paolo Attivissimo ha scoperto un castroneria scientifica non banale sul Corriere.

Nella pagina principale del Corriere della Sera online spicca oggi, fra le “foto del giorno”, quella che mostra una luna blu.

Lo so, lo so: gli astronomi e gli astrofili hanno già capito come va a finire quest’ennesima fesseria giornalistica e si stanno silenziosamente strappando i capelli. A ciocche. E Margherita Hack sta lucidando il lanciafiamme.

Cliccando sulla pagina dedicata a questa “foto del giorno”, il Corriere ci fa omaggio della sua sapienza, distillata dai suoi cent’anni di sobrio rigore e disciplinata attenzione alla veridicità delle notizie: “Luna blu – Accade una sola volta ogni 19 anni in media. E’ il raro fenomeno astronomico della luna blu, visibile nella foto scattata all’inizio dell’anno dal cimitero della St John’s Church di Danbury in Gran Bretagna (Emmevi)”.

Avete capito bene. C’è qualcuno, al Corriere, che crede veramente che la Luna diventi blu come un puffo ogni diciannove anni. E c’è un altro qualcuno, sempre al Corriere, che permette che una scemenza simile venga pubblicata. E infine c’è un terzo qualcuno o qualcosa, Emmevi (presumo sia un’agenzia fotografica), che rifila al Corriere una luna tinta di blu col computer spacciandola per un fenomeno autentico.


Come segnalato dai lettori nei commenti qui sotto, l’articolo del Corriere è stato rimosso completamente e il nome Emmevi corrisponde a questo sito.

Addendum: Oggi in radio si sentiva parlare giornalisti “normali” su argomenti di fisica da quinta liceo scientifico a riguardo dei problemi dei rischi della salute con i body scanner. Sembravano gatti che si arrampicavano su muri scivolosissimi.