Caso Grinzane: 19 milioni di euro senza controllo

Di   20 Gennaio 2010
WP Greet Box icon
Benvenuto nel blog di Vittorio Pasteris ! Se vuoi essere aggiornato sulle ultime notizie di questo blog seguimi via Twitter o via Facebook o via Google+ o Iscriviti al feed RSS

Alberto Gaino su Lastampa.it

Com’è che Giuliano Soria potè ricevere 19 milioni e 361.215,45 euro di contributi pubblici in soli quattro anni e sette mesi, da metà 2004 al 31 gennaio scorso, per non parlare di quanto ebbe in precedenza? In un anno di indagini e di scandalo si è assai detto e scritto del «sistema Soria»: sapeva calamitare risorse pubbliche ministeriali e locali sulla sua girandola di meeting, dai premi ai Nobel, circondato dalla propria corte, alle cene pantagrueliche offerte a tanta bella gente.

Come quella volta, era il 2007, che andò a New York in scelta e numerosa compagnia fondamentalmente per consegnare il Grinzane a Philip Roth che non aveva voluto «scendere» a Torino. Grandi meriti. In Langa ha portato Sepulveda a conoscere funghi e Barolo, aromi e nebbie. Con la Bosè pigiava l’uva. Gli bastava inventare nuove idee letterarie in ogni angolo del mondo e gli veniva dato. Poi stornava e dirottava su altro, anche sul proprio patrimonio, aiutato in quest’opera di furbizia contadina dal fratello dirigente della Regione Piemonte. La Procura di Torino contesta loro 4 milioni e mezzo di malversazione. Fondi pubblici. Gli sprechi non sono entrati nell’inchiesta.


Possibile che nessuno controllasse mai come venisse speso il denaro dei contribuenti dal professor Giuliano Soria? Possibile e i verbali di interrogatorio di tre dirigenti e un funzionario della Regione Piemonte lo confermano. Il «nucleo di controllo» «Dal 1998 esiste in Regione una struttura speciale: il controllo di gestione. – dichiara Roberto Salvio al pm Valerio Longi – Francamente, né io né i dipendenti della mia direzione siamo mai stati interpellati da quell’ufficio». Salvio viene convocato in procura il 21 aprile scorso. E’ stato per molti anni il dirigente della Comunicazione istituzionale.

Le sue prime risposte paiono rassicuranti: «Data la mia esperienza di responsabile delle relazioni esterne, posso affermare che all’erogazione di un nostro contributo veniva richiesta la presentazione di rendiconti di spesa con documenti giustificativi e fatture, parziali rispetto all’importo complessivo e che generalmente superavano almeno del doppio le somme da noi stanziate. I documenti erano controllati dai competenti uffici. Alle relazioni esterne, la signora Cauda era un vero “mastino” in questa attività».

Benissimo. Eppure, le righe successive riportano una dichiarazione dello stesso Salvio di tutt’altro segno: «Il sistema dei controlli era oggettivamente debole. Non c’era alcuna disciplina o disposizione specifica che prevedesse particolari verifiche sull’effettivo impiego dei contributi previsti». Salvio non può che parlare del passato, sia pure recente: a fine 2005 va in pensione e lascia la direzione generale della Comunicazione, presso la presidenza della Giunta regionale, al suo successore Roberto Moisio. Lascia anche Angelo Soria nelle funzioni di vicario.