Google, responsabilità ed avvocati

Di   25 Febbraio 2010
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Via Ennio Martignago

Perché la notizia dell’ultima ora è la condanna di Google? Certo per ridurre l’impatto dei ricilatori italiani. Ma anche perché qualcuno sta muovendo forti gruppi di pressione su questo fatto e ci si paragona ai Cinesi. Premesso che chi scrive è utilizzatore di Internet da prima della nascita dei browser e che ha sempre visto questo strumento come un caposaldo della democrazia. Tuttavia per me quella democrazia è quella di Electronic Frontiers Foundation e di quella vecchia di Barlow, Kapor e Gilmour, non dei residui attuali. Per intenderci quella democrazia dell’utente che quando degli avvocati usarono la rete per farsi pubblicità bloccò il loro server di posta per giorni fino a farli desistere dalla loro esperienza di Internet.

Oggi siamo agli antipodi di tutto ciò, quegli avvocati di allora sarebbero la timida anima dell’Internet odierna e questa ha soprattutto un nome, quello controverso e ambiguo con due o. Limito la questione del filmato ad una breve osservazione: se in un giornale apparisse uno stupro di un bambino, quell’azienda non potrebbe dire che è solo colpa degli autori delle foto e nemmeno dei giornalisti. Esiste una responsabilità per tutto ciò. Qualcuno che pensa di essere più furbo può far finta di dire che l’innovazione è fuori da queste regole patetiche dei vecchi media. Peccato sia falso e manipolatorio. Le radici delle reti sono fortemente intrise di etica, mentre quelle di questo subprodotto capitalistico mediatico del neo-colonialismo clintoniano sono il contrario. Sono il peggio del reality e del talent show messo insieme.

L’Internet delle origini era una coscienza militante che ha perso travolta dai business. Torniamo al giornale: perché un rotocalco dovrebbe rischiare di perdere in tutto ciò? È semplice: per vendere. Non è il caso, ad esempio, di Facebook con l’ultimo gruppo delirante: difficile monitorare attivamente tutte le stupidita, ma appena la cosa è stata segnalata la pagina si è subito chiusa “week-end” permettendo. 2O invece sapeva bene che il pestaggio stava dominando la classifica da tempo e che portava clienti, fama e soldi, e quindi ha cercato di fare tutto il possibile per farla rendere il più a lungo possbile.

Qualche scemo sostiene che esiste uno statuto di comportamento della rete che esula dalle reponsabilità il canale. Questo non è del tutto falso. Tuttavia, perché non farlo valere per musica e film, per esempio: se lì dove gli interessi statunitensi sono in ballo si fanno chiudere e si condannano i sever anche se a infilare il corpo del reato sono esterni, perché non fare altrettanto dove gli stessi fanno affari sulla pelle di sfortunati e squallidi imbecilli nostrani?