Partono le manovre per le elezioni delle cariche dell’ODG piemontese

Di   8 Marzo 2010
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Via Lo Spiffero

Si potrebbe chiudere al primo mandato la presidenza di Sergio Miravalle, eletto nel giugno del 2007 al vertice dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte. L’ex caposervizio della redazione astigiana della Stampa ora vice responsabile delle pagine delle cronache provinciali di via Marenco sta tentando una disperata manovra di resistenza ma le possibilità di un rinnovo sembrano ridotte al lumicino. Esperto di enogastronomia, Miravalle in questi anni è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti, quali nel 2007 del VII Premio “Giovanni Borello”, istituito dall’azienda Vigneti Brichet, d’intesa con Fondazione Giovanni Goria, Provincia, Comune e Atl di Asti e nel 2009 del trofeo “Piemonte Anteprima Vendemmia” perché, come si legge nella motivazione dell’assegnazione, ha saputo «nel corso della sua attività raccontare con passione, intelligenza e ironia il vino e gli uomini di questo territorio». Vabbè, non sarà il Pulitzer ma tanto è bastato al Nostro a succedere a Mario Berardi sulla poltrona di Palazzo Mayneri, aulica (e costosissima) sede di sindacato e Ordine.

Dopo una breve luna di miele sono presto iniziati i guai: mesi e mesi segnati da sistematici scontri con il vice Ezio Ercole e con una parte della stessa maggioranza (in primis con la segretaria Emmanuela Banfo, redattrice dell’Ansa) che pure ha sostenuto la sua candidatura. Emblematico il giallo sulle dimissioni poi ritirate nell’ottobre dello scorso anno: un episodio dalle tinte rimaste oscure (con tanto di lancio Agi) che ha lasciato però uno strascico di polemiche tale da indurre i grandi elettori della corrente di “Autonomia e solidarietà” – sinistra e cattolici – a cambiare cavallo. Sarebbe Paolo Girola, vice caporedattore del Tgr piemontese Rai, cattolico appartenente a una storica stirpe di giornalisti, il candidato sul quale la componente sarebbe riuscita a trovare un accordo di massima con l’agguerrita pattuglia di “Giornalisti indipendenti”, guidati da Ercole e Alberto Fumi, nelle cui file si riconosce una porzione consistente di pubblicisti e precari.

Con lo scopo di contrastare questo fronte sembrerebbe intenzionato a scendere nell’agone Luciano Borghesan della Stampa, leader di “Partecipare per”, un manipolo di iscritti, in prevalenza collocabili nella sinistra radicale, assai critico sulla conduzione da parte degli attuali gruppi dirigenti di Stampa Subalpina e Ordine.

A complicare il quadro locale si inseriscono i contestuali giochi per il rinnovo degli assetti nazionali che dovrebbero sancire, a quanto si dice, la definitiva uscita di scena dopo tre mandati dell’attuale presidente, il torinese e giornalista della Stampa Lorenzo Del Boca. Per la successione – sempre a dar retta ai boatos – è in pole position Enzo Iacopino, 61 anni, calabrese di Reggio, segretario uscente, ex capo della redazione romana del Mattino e per lungo tempo presidente dell’Associazione stampa parlamentare.

La notizia sorprendente è che nel complicato puzzle di nomine e scambi di sostegni elettorali tra le varie regioni, il torinese Ezio Ercole potrebbe lasciare il torinese corso Stati Uniti e atterrare nella romana via Parigi, niente meno che come vicepresidente nazionale dell’Ordine.

UPDATE: forse ci vorrebbe un esperto di giornalismo online, con un passato candido che cerchi di migliorare le cose ?

UPDATE 2: il presidente uscente Miravalle fa un bilancio della sua gestione