Ikea non è il paradiso per i lavoratori

Di   11 Aprile 2010
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Via Corriere.it.

Dipendenti dell’Ikea di Corsico in sciopero per tutta la giornata di venerdì, con tanto di colorito presidio davanti al punto vendita. La protesta, spiega il sindacato di categoria Uiltucs, è dovuta alle condizioni di lavoro definite «inaccettabili». «Continuano le contestazioni disciplinari inutili, provocatorie e presuntuose – spiega il sindacato -, si cronometra il tempo impiegato a fare la pipì, si questiona sul mangiare i chewing gum, e in alcuni casi si attua una vera e propria persecuzione personale, come nel caso di un delegato sindacale di un’altra sigla, verso il quale va tutta la nostra solidarietà». La Uil parla di «controlli ossessivi, frequenti accuse di incompetenza e demotivazione da parte dei manager, sfide personalistiche a mero scopo intimidatorio nei confronti dei dipendenti».

L’azienda fa fatto sapere che nel punto vendita di Corsico vigono gli stessi regolamenti degli altri 16 negozi Ikea in Italia, ma sottolinea anche che «il punto vendita di Corsico è da sempre caratterizzato da una forte conflittualità che esaspera i singoli episodi, caricandoli di valenze di contrapposizione e personalismi. Ikea Italia tuttavia ha da sempre un canale di confronto aperto, sia a livello nazionale che territoriale, con le sigle sindacali». L’azienda ha proposto ai sindacati un incontro per lunedì 12, «al fine di ripristinare un canale di confronto aperto e di dialogo costruttivo, per chiarire le posizioni e costituire la base per riavvio di un buon sistema di relazione tra le parti».