Al Corriere non l’hanno presa bene

Di   20 Aprile 2010
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Quando i Cdr sono cose serie

Dopo appena sei mesi invece il direttore ha cambiato idea e, smentendo se stesso, ha scritto al Cdr di vedersi costretto «a venire meno alla prassi interna che prevede l’assenso obbligatorio degli interessati alla richiesta di spostamento» da una redazione all’altra. Un’inversione di campo e un venir meno agli impegni presi che appare preoccupante quanto a quel rapporto fiduciario che deve rinnovarsi ogni giorno tra direttore e redazione. Ieri, gli ultimi due episodi, altrettanto gravi. La direzione ha annunciato l’improvvisa sostituzione di un capo redattore portandone uno dall’esterno. Un’assunzione che è espressamente vietata dalla Legge 416 sugli stati di crisi nell’editoria salvo casi di «dimostrata necessità» o «specifici apporti professionali» che al Cdr non appaiono sussistere. Sulla deroga richiesta dalla direzione sarà fatta una valutazione nelle sedi opportune. E’ comunque allarmante che prima si certifichi l’esistenza di decine di professionisti in esubero e poi si assumano redattori dall’esterno. Il direttore ha annunciato inoltre la nomina di un collega a guida della struttura denominata CorriereTv e lo sviluppo di nuove piattaforme di distribuzione dell’informazione (iPad, iPhone, Smartphone). Tutte iniziative a marchio Corriere, che dovrebbero avere la garanzia dell’informazione del Corriere e della sua redazione, ma che sono partite con il contributo di strutture esterne senza essere mai state neppure presentate ai giornalisti del Corriere della Sera.