Una Bentley color panna

Di   31 Luglio 2010
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Ferruccio Sansa incontra in autostrada Fabrizio Corona (via il FattoQuotidiano)

A questo punto compare “l’ufo”: giuro, non ho avuto il tempo di accorgermene. Dal buio spuntano quattro fari con gli abbaglianti. Non capisco se è un’auto oppure un Boeing al decollo. Sento solo una sberla di vento, come una tromba d’aria, che mi sbatte a destra, a tagliare la strada al tir. Dicono che in quei momenti ti vedi davanti tutta la vita. Io no, si vede che non ho vissuto granché, ho sentito soltanto una stretta allo stomaco e alle chiappe. Dura un attimo, il tempo di vedere un proiettile bianco che passa e continua la corsa in mezzo alle auto, come se niente fosse. Prendere la targa? Non fatemi ridere, dopo tre secondi la pallottola è sparita. Intuisco che ha una targa straniera. Capisco appena che è una Bentley color panna, un bestione, mi insegna mio figlio, “che fa i 312 all’ora”. A quanto sarà andata? Diciamo ben più del doppio di me. Immaginatevi gli effetti di due tonnellate e mezzo di lamiera lanciate a 250 all’ora: sventrerebbero una casa.

“È andata bene”, mi dico mentre mi sembra di sentire un batterista ubriaco che suona la mazurka: è il mio cuore. Adesso lo so, voi direte che noi del Fatto siamo dei giustizialisti. Addirittura dei giustizieri. Ditelo pure, ma a me di finire maciullato sull’Autosole non mi va giù. Chiamo la Stradale: “Presto, fate qualcosa c’è una Bentley che corre a una velocità folle”. Intanto vedo un autogrill: San Martino Est. Decido di fermarmi, vorrei farmi un grappino, ma basta una camomilla. Ecco la sorpresa: la Bentley. E quasi mi manca il fiato. Che fare? Affrontare il conducente? Non mi picchio da quando facevo le elementari. Ecco venir fuori lo spirito legalitario: parcheggio davanti al bolide e rispolverando gli studi di diritto decido per un approccio pacato.


Busso al finestrino oscurato: “Mi scusi, lo sa che lei mi ha quasi ucciso?”. Il vetro si abbassa e davanti mi ritrovo Fabrizio Corona, solo in macchina. Sempre uguale a se stesso, come il personaggio di un fumetto: maglietta bianca attillatissima, Rolex d’oro pesante da far venire la scoliosi, tatuaggi ovunque. Mi guarda, pupille dilatate che gli escono dall’iride, pelle nera lucida. Lui forse si aspetta che gli chieda un autografo: “Chi cazzo sei?”. Ripeto: “Lei mi ha quasi ucciso”. Fabrizio: “Che cazzo vuoi?”. Il finestrino si rialza e io resto lì come un fesso con tutte le mie domande: “Ma scusi non le avevano ritirato la patente? Non era a lei – sempre con quell’assurdo lei come mi hanno insegnato a scuola – che avevano sequestrato una Lamborghini? Non era lei che a novembre, ad Asti, era stato fermato perché guidava con una fotocopia del foglio rosa?”

UPDATE: Corona è stato poi fermato dalla Polizia Stradale