MyGrid: quando servono le batterie cariche

Di   10 Ottobre 2010
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duracell mygrid test drive 1Un po’ di tempo fa abbiamo ricevuto gentilmente una confezione sontuosa che conteneva il nuovo prodotto – concetto di Duracell per ricaricare le batterie dei diversi device che vivono con noi la vita nomade. Si chiama Mygrid ed è un sistema integrato che permette di ricaricare fino a quattro dispositivi contemporaneamente.

L’idea è ottima soprattutto per gli utilizzatori “forti” di elettronica nomade che portano appresso più di un telefono o di un lettore di musica. Può anche servire per le famiglie per evitare che le prese multiple di casa si trasformino in un intricatissimo groviglio di cavi. Ottimo anche in azienda per diventare la fonte energetica condivisa dei compagni d’ufficio spesso in movimento. Si tratta di una idea lanciata già da altri, ma il fatto che un colosso come Duracell si lanci nel settore significa che le cose sembrano essere interessanti per aziende e consumatori.

Il sistema è costituito da un pad che connesso alla rete di correntre permette di ricaricare una serie di device appogiandoli sullo stesso, Il pad è sicuro, perché lo si può toccare con le dita senza prendere la scossa anche durante la fase di carica. se accidentalmente viene versata dell’acqua sul pad, non va in corto circuito e non ci sono pericoli. MyGrid utilizza la tecnologia a conduzione, quando un dispositivo viene posizionato sulla sua superficie la carica si avvia solo se necessario e si interrompe quando il caricamento è completo.

I device da ricaricare devono essere “avvolti” da un guscio gommoso, che da un lato diventa una protezione del device, dall’altro serve per collegarsi al pad. Ci sono dei gusci per i più diffusi telefoni come Blackberry e iphone – ipod touch. Nel caso non ci siano i gusci adatti al vostro device, esistono anche dele clip che possono essere conesse agli oggetti da caricare.
E’ un oggetto utile che speriamo presto avrà anche un guscio per Ipad. Ottimo come detto per utilizzatori molto frequenti del cellulare. Il tutto per un prezzo di  8o euro per  il pad più circa 30 per gli accessori.

Forse proprio nella possibilr limitatezza dei gusci disponibili rispetto alla enorme quantitò di device sta la maggiore limitazione del prodotto che all’utilizzo è semplicissimo e funzionale. Duracell potrebbe pensare di vendere dei connettori che da una parte poossono essere infilati nel device, dotati dall’altra di una basetta da appoggiare sul pad. Così il pad potrebbe sembrare un piccolo polipo con tentacoli pronti a “ricaricare” semplificando la vita dei consumatori con oggetti nomadici senza gusci diponibili.