Il mio amico Berlusconi ha commesso un crimine … meno male che Gheddafi si sveglia

Di   1 Maggio 2011
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Via Corriere.it

Gheddafi è pronto ad attaccare l’Italia. C’è infatti anche un duro riferimento al nostro Paese nel discorso pronunciato dal leader libico in tv. «Tra noi e l’Italia è guerra aperta», ha detto il colonnello nel discorso trasmesso dalla tv di stato. «Il governo italiano attua la stessa politica fascista e coloniale dei tempi dell’occupazione», ha proseguito Gheddafi, affermando che nel 2008 l’Italia «ha fatto le sue scuse e ha detto che (il colonialismo, ndr) è stato un errore che non si sarebbe ripetuto, ma ora sta facendo lo stesso errore». Un riferimento ai raid aerei che l’Italia ha cominciato a condurre sulla Libia nell’ambito dell’operazione Nato contro il regime. «Con rammarico prendiamo atto che l’amicizia tra i due popoli è persa – ha concluso Gheddafi – e che i rapporti economici e finanziari sono stati distrutti. Quindi i libici hanno ragione in quel che dicono e io non posso porre un veto sulle decisione dei libici che vogliono difendere la loro vita e la loro terra e trasferire la battaglia nei territori nemici». Poi Gheddafi se la prende poi anche con Silvio Berlusconi. «Il mio amico Silvio Berlusconi ha commesso un crimine» autorizzando i bombardamenti italiani sulla Libia spiega il Colonnello. «Avete commesso un crimine – dice il Rais rivolgendosi all’Italia che ha celebrato anche il 96esimo anniversario della battaglia di Gardabiya contro gli italiani -, l’ha commesso il mio amico Berlusconi, l’ha commesso il Parlamento italiano. Ma ci rendiamo conto che non esiste un Parlamento in Italia, nè tanto meno la democrazia. Solo l’amico popolo italiano vuole la pace»