La parabola discendente di Murdoch e i suoi trucchetti per fregare i competitori

Di   31 Marzo 2012
WP Greet Box icon
Benvenuto nel blog di Vittorio Pasteris ! Se vuoi essere aggiornato sulle ultime notizie di questo blog seguimi via Twitter o via Facebook o via Google+ o Iscriviti al feed RSS

Via Sole 24 Ore

Al centro delle inchieste giornalistiche c’è Nds, una società che faceva capo a NewsCorp e a Permira, ceduta un mese fa a Cisco per 5 miliardi di dollari. Specializzata in tecnologia per le pay tv, Nds – secondo quanto riportato dal giornale economico australiano – avrebbe creato una divisione specializzata nel controllare il mondo degli hacker e coloro che potevano decrittare i codici delle carte per sintonizzare le pay tv. Roba seria se è vero che a capo della struttura c’era Reuven Hasak, ex numero due dello Shin Bet, i servizi israeliani. Tanto seria che il capo della divisione europea, dal 1996 al 2002, è stato un ex alto funzionario di Scotland Yard, Ray Adams.
Lo scoop dell’Australian financial review nasce proprio da Adams, o meglio dalle 14mila email che proverebbero – per NewsCorp in ultima istanza non provano nulla – che era stata lanciata una campagna contro un hacker svizzero, Jan Saggiori, secondo il quale Nds avrebbe deliberatamente danneggiato i concorrenti. In altre parole, il sospetto è che sia stato architettato un piano per svelare i codici delle carte in dotazione ai competitors delle pay tv del gruppo Murdoch. Carte false che sarebbero circolate fra i clienti, provocando gravi conseguenze economiche per imprese australiane lanciate nel business delle pay tv.
Il programma investigativo Panorama della Bbc ha esaminato più o meno la stessa trama, ma da un’altra prospettiva, non più Down Under, ovvero non più dall’Australia, ma dalla Gran Bretagna. Il reportage sostiene che la società On Digital della televisione Itv fallì sotto i colpi della concorrenza di NewsCorp (proprietario del colosso pay tv BskyB) che avrebbe goduto dei servizi della controllata Nds, spregiudicata nell’uso degli hackers. Nds ha negato di aver fatto ricorso a mezzi del genere riconoscendo, però, di aver goduto dei servizi di esperti del settore ad alto tasso tecnologico, ma solo per proteggersi da eventuali azioni di pirateria informatica. La società ha poi precisato che ipotesi del genere erano già state al centro di indagini e processi negli Usa finiti senza condanne per Nds. L’azienda già controllata da NewsCorp è stata anche al centro di una lite con Canal Plus, socio della britannica Itv, nel 2002. La società francese chiese danni per 3 miliardi di dollari a Nds contestandole episodi gravi di pirateria, ma la causa – ha riportato Reuters – finì quando NewsCorp comprò Telepiù da Canal Plus, rinominandola Sky Italia.
Sul teorico cotè italiano dell’inchiesta, la stampa britannica cita spesso un procedimento giudiziario in corso a Siracusa dove sono coinvolti Pasquale Caiazza e Davide Rossi, che secondo i media anglosassoni avrebbero avuto un ruolo nella pirateria. La procura siciliana nel confermare che inizialmente si era parlato di legami col gruppo Murdoch ha precisato che «non esistono collegamenti» con il tycoon australiano e che Sky Italia è parte lesa nel processo.