Cronache piemontesi editorial giornalistiche: sentirsi alla frutta e ammettere di esserlo

Di   12 Luglio 2012
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Leggendo l’ultimo capoverso vala anche la pena di notare che il problema non è di “superare  l’attuale squilibrio tra televisione e carta stampata”, ma di eliminare l’intollerabile truffa che permette di vendere pubblicità su carta stampata senza sapere quanto rende, mentre sul web è tutto misurabile e per questo il valore della pubblicità online e’ tenuto basso strumentalmente.

Via Stampa Subalpina

L’editrice “La Stampa”, così come le principali aziende editoriali italiane, lamenta dall’inizio dell’anno un significativo calo degli investimenti pubblicitari e una altrettanto significativa perdita nel numero delle copie vendute e nulla autorizza a immaginare che la situazione possa migliorare nella seconda parte del 2012. Una crisi del mercato editoriale, che non è esagerato definire epocale, alla quale le aziende stanno rispondendo con provvedimenti tampone come la riduzione delle pagine, senza mostrare però una visione di prospettiva.

Il Comitato di Redazione della Stampa e l’Associazione Stampa Subalpina pensano che il tempo a disposizione per rispondere alla crisi con misure efficaci e strutturali sia sempre più ridotto. Da subito, accanto alla trattativa per il rinnovo del contratto, va avviato un confronto senza pregiudiziali con la Fieg per arrivare a definire un nuovo modello produttivo per la carta stampata. In questo campo, anche provvedimenti apparentemente secondari ma comunque capaci di produrre risparmi notevoli come la chiusura anticipata delle pagine, possono essere presi solo nel quadro di intese generali tra le aziende.

L’integrazione tra la carta stampata e il web non può ridursi a una questione meramente tecnologica: richiede  progetti editoriali e modelli di business convincenti, oltre che una nuova organizzazione del lavoro. È una sfida che il sindacato dei giornalisti deve saper raccogliere e che richiede per essere vinta l’impegno di tutte le parti. Lo stesso impegno corale che vorremmo trovare nel richiedere al Governo una nuova legge sull’editoria che metta le aziende nelle condizioni di competere ad armi pari nel reperimento delle risorse pubblicitarie, superando l’attuale squilibrio tra televisione e carta stampata.