La commissione ombra per l’equo compenso

Di   8 Giugno 2013
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Via Stefano Tesi

Sono, oltre al sottoscritto, Fabrizio Morviducci, Vittorio Pasteris, Antonello Antonelli, Giulio Volontè, Rosaria Talarico, Francesco Blasi e Marco Merola. Più due ombre delle ombre che per ora restano nell’ombra. Tutti volontari: non mi sono “scelto” nessuno.

Sette loro, sette noi.
Loro rappresentano OdG, Fnsi, Inpgi, Fieg, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero dello sviluppo economico e Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Noi rappresentiamo noi stessi e, in pectore (nonchè nell’ombra) i giornalisti autonomi italiani.
Sì, ci siamo autonominati, ce la canteremo e ce la suoneremo. Con buona pace di chi ci osteggia (ma siamo tipi coriacei).
Oltre a noi, l’umbratile gruppo comprende anche alcuni “fiancheggiatori” pronti a coprire le eventuali fallanze o a dare contributi supplementari.
I membri della commissione-ombra per l’equo compenso sono:
– Rosaria Talarico, collega freelance calabrese residente a Roma (prima nell’elenco anche per questioni di galanteria), qui il suo blog
– Antonello Antonelli, abruzzese, “volto noto” delle istituzioni giornalistiche e del web (qui il suo blog)
– Fabrizio Morviducci, fiorentino, uno dei “padri” della Carta di Firenze ed ex consigliere nazionale OdG
– Giulio Volontè, sardo, anch’egli reduce dall’assise della Carta di Firenze (qui il suo blog)
– Francesco Blasi, collega pure abruzzese e piuttosto incazzato
– Vittorio Pasteris, ben noto giornalista-incursore piemontese (qui il suo blog)
– Marco Merola, freelance partenopeo molto esposto sul piano della libera professione.
Modus agendi: movimiento!
Il nostro sarà un gioco di ruolo: ognuno avrà il proprio e dovrà interpretarlo mettendosi nei panni dei commissari veri. Pensare con la loro testa, agire per i loro interessi.
Solo che lo dirà agli altri.
E così, in parallelo, cercheremo di accompagnare con un pensiero “nostro”, coerente e consequenziale, il pensiero “loro”.
Una cosa è certa: le “ombre” conoscono il problema come e probabilmente meglio dei delegati formalmente incaricati di rappresentarli. e ne hanno una visione più ampia e articolata.
Hai visto mai che gli/ci daremo una mano?
A rileggerci dunque su questi schermi…