Non ci siamo ancora abituati al fatto che te ne sei andato.
La tua adorata moglie Paola non si abituerà mai che non ci sei più ovvero continuera a comunicare in qualche modo con te.
Noi non siamo così fortunati ma voi siete un unicum che continua.
Sapevamo che una bastarda malattia ti aveva preso , sapevamo che era una carogna ma per molto tempo abbiamo sperato e combattuto vicino a te, dietro a te e Paola. Poi abbiamo capito che la situazione era dura dura. Tamponavi la situazione da una parte ma si apriva un fronte dall’altra. Tu eri sempre saggio e sorridente, ma capivi tutto e dovevi soffrire il dolore. Non ci volevamo adattare all’accettare che la parola fine sarebbe arrivata
Era un lunedi e tu te ne sei andato. Dovevamo venirti a trovare sabato ma il tempo era da diluvio e abbiamo rinviato. Dovevamo venirti a trovare domenica ma il tempo era pure peggio e abbiamo rinviato, ma tu avevi preso la strada verso la fine.
Era un lunedì e alle 9.44 è arrivato l’agghiacciante messaggio : “Franco è morto alle nove e mezza.”. Ho preso l’automobile e sono arrivato in tangenziale con tanti pensieri, ma con nessuna voglia di affacciarmi a loro. Poi nel pezzo di autostrada che tu hai fatto migliaia di volte da Torino verso Mazzè e viceversam mi è comparso l’arco alpino imbiancato dopo una settimana di nevicate importanti, in una giornata di sole.
Ho pensato: le montagne salutano Franco …
Non sappiamo dove andrai ma conscendoti sicuramente dovremo cercarti in alto
E soprattutto: gli eroi sono sempre giovani e belli