Obituary Franco Carra

Non ci siamo ancora abituati al fatto che te ne sei andato.

La tua adorata moglie Paola non si abituerà mai che non ci sei più ovvero continuera a comunicare in qualche modo con te.

Noi non siamo così fortunati ma voi siete un unicum che continua.

Sapevamo che una bastarda malattia ti aveva preso , sapevamo che era una carogna ma per molto tempo abbiamo sperato e combattuto vicino a te, dietro a te e Paola. Poi abbiamo capito che la situazione era dura dura. Tamponavi la situazione da una parte ma si apriva un fronte dall’altra. Tu eri sempre saggio e sorridente, ma capivi tutto e dovevi soffrire il dolore. Non ci volevamo adattare all’accettare che la parola fine sarebbe arrivata

Era un lunedi e tu te ne sei andato. Dovevamo venirti a trovare sabato ma il tempo era da diluvio e abbiamo rinviato. Dovevamo venirti a trovare domenica ma il tempo era pure peggio e abbiamo rinviato, ma tu avevi preso la strada verso la fine.

Era un lunedì e alle 9.44 è arrivato l’agghiacciante messaggio : “Franco è morto alle nove e mezza.”. Ho preso l’automobile e sono arrivato in tangenziale con tanti pensieri, ma con nessuna voglia di affacciarmi a loro. Poi nel pezzo di autostrada che tu hai fatto migliaia di volte da Torino verso Mazzè e viceversam mi è comparso l’arco alpino imbiancato dopo una settimana di nevicate importanti, in una giornata di sole.

Ho pensato: le montagne salutano Franco …

Non sappiamo dove andrai ma conscendoti sicuramente dovremo cercarti in alto

E soprattutto: gli eroi sono sempre giovani e belli