Non dite a mamma che lavoro sul web, crede che io sia un giornalista

Di   30 ottobre 2008
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Via LSDI

A cosa somiglia una redazione Internet classica, del tipo di quelle messe in piedi dai giornali di carta? Un open space, una serie di schermi di computer collegati all’ AFP dietro cui dei giovanni giornalisti, attaccati con lo scotch alle sedie, “pestano” freneticamente sulle tastiere. Organizzare, riscrivere, gerarchizzare, titolare, sminuzzare, trovare una illustrazione: qui non si cerca l’ informazione, la si rende comprensibile. Non c’ è tempo per andare più lontano, il web impone l’ immediatezza e un ritmo accelerato rispetto a quello di una redazione cartacea. Un lavoro di desk dunque, e forzatamente sedentario, in cui l’ esigenza di reattività governa le condizioni di lavoro.

L’ età media non supera i 30 anni. Anzi parecchio meno. Nel sito del Nouvel Observateur (dove l’ autore di queste righe ha passato più di due anni) gli orari, non flessibili, sono spesso molto mattutini e i contratti piuttosto precari (6 contratti a tempo indeterminato, 2 a tempo determinato, 7 contratti di apprendistato, che alternano lavoro e studio, e 3 stagisti). Le redazioni web e carta sono separate. A quella della stampa, i piani storici dell’ edificio di Piazza della Borsa; a quella web, una stanza a pianterreno con vista sui cassonetti dell’ immondizia. E’ senza dubbio per questo che è difficile incrociare dei giornalisti della stampa. A meno che non siano lì per gettare merda. Di recente, Denis Olivennes, il nuovo proprietario dell’ Obs, non ha parlato nel corso di una riunione di redazione di « quelli di internet ? Ottenendo come effetto immediato di scontentare i giornalisti della redazione web.

Ma, a questo prezzo, e le direzioni non dimenticano certo di usare questo argomento, il giovane giornalista che ha tutto da imparare e tutto da provare, mette un piede in una grande redazione. Cosa che oggi, bisogna riconoscerlo, non è certo una cosa facile. Siete pregati quindi di non lamentarvi troppo. La lista d’ attesa è lunga e nessuno è indispensabile. Messaggio ricevuto. Rientrare nei ranghi o togliersi dalle palle.