Il Capitano Uncino di Eutelia

Di   10 novembre 2009
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Via LorenzoC

A Samuele Landi anche in azienda piaceva firmarsi come “Capitan Uncino”.
L’azienda è quella della sua famiglia: Eutelia, che fino al 2008 si vantava di essere il quinto operatore nazionale di telecomunicazioni. Samuele Landi ne è stato l’amministratore delegato oltre che azionista.

Capitan Uncino questa notte ha mandato una decina di “vigilantes” a sgomberare con metodi spicci uno stabile occupato da lavoratori in lotta per la sopravvivenza del proprio posto di lavoro.

A gennaio del 2008 Landi scriveva ai dipendenti: “l’azienda va bene e lo vedrete dai dati di bilancio..decidete di credere a chi vi ha sempre detto bugie (ndr i sindacati) o a chi non è mai stato smentito (ndr Lui)”.
A maggio 2008 Eutelia decide di mettere in cassa integrazione quasi 800 addetti (su un totale di 2.700 dipendenti).

A Luglio 2008 2.202 lavoratori accettano il contratto di solidarietà per un anno, con riduzione di orario e paga.
A maggio 2009 Eutelia decide di impacchettare 2.000 lavoratori in una piccola srl (Agile) e di cederli ad una specie di compagnia di becchini d’aziende.
Ad ottobre 2009 i becchini decidono di licenziare 1.192 lavoratori.

La cosa ancor più buffa è che Eutelia ha fatto il “salto di qualità” grazie al redditizio quanto nebuloso affare dialer.
Se li avessimo fermati in tempo, se il sistema (banche, istituzioni, organi di garanzia) avesse riconosciuto subito il tipo di imprenditori che stavano crescendo, forse oggi non saremmo qui a dover commentare il destino oscuro di molte migliaia di lavoratori, ma solo il futuro incerto di un piccolo gruppo di furbetti.

UPDATE: La versione di Samuele Landi su quanto avvenuto a Roma

Samuele Landi ha fornito nel pomeriggio la sua versione dell’accaduto, spiegando di aver accompagnato in azienda “il servizio di portineria appositamente contrattualizzato”, sapendo che l’occupazione “avrebbe dovuto terminare il giorno precedente”. Landi aggiunge di aver rimosso il fil di ferro con cui era stata legata la porta principale: “All’interno, con mia sorpresa – afferma l’amministratore – , ho trovato a dormire su brandine, fornite dalla Protezione Civile, e relativa cucina da campo, circa 12-15 soggetti di cui uno solo mi risulta fosse dipendente Agile/Omega, mentre gli altri erano estranei pure a questa azienda”. L’amministratore sostiene di aver chiamato a quel punto le forze dell’ordine e contesta l’operato del funzionario di ps secondo il quale si trattava di un’occupazione ‘regolare’: “Se qualcuno viene a casa tua, ci si ferma a dormire e mangiare e ti vuole cacciare fuori quando torni è un occupazione regolare?”, si chiede Landi. “Sappiate – conclude l’amministratore rivolto a politici e sindacati che hanno criticato il blitz – che ne abbiamo TUTTI abbastanza di coloro che fanno della nostra casa, la loro casa, il nostro letto il loro letto e di tutti i nostri beni i loro beni…..

UPDATE 2: il comunicato ufficiale sui fatti di Eutelia

In riferimento ai fatti verificatisi questa mattina presso gli uffici di Via Bona a Roma, appresi dalla
stampa e dai quali Eutelia si dichiara estranea, si ritiene comunque doveroso rappresentare come essi siano il deprecabile epilogo di una situazione gravissima che è andata esasperandosi ogni giorno di più e che Eutelia ha più volte segnalato alle Autorità competenti.
Da oltre dieci giorni, infatti, alcuni dipendenti della società Agile Srl, anch’essa con uffici nello stesso edificio di Via Bona, stanno impedendo di fatto l’accesso ai locali dell’intero stabile.
Eutelia, ha più volte evidenziato alla pubblica autorità competente, come ai suoi dipendenti e tecnici venisse negato l’accesso alla propria postazione di lavoro: peraltro, nello stabile sono presenti aree riservate gestite da Eutelia e sottoposte alla sua responsabilità, abilitate alla tutela di informazioni classificate. Sempre nello stabile è presente un NOC (Network Operation System) la cui impossibilità ad operare direttamente nella sede aggiunge ulteriori rischi di interruzione di pubblico servizio.
Auspichiamo tutti che questa situazione estremamente critica, che non ha nulla a che vedere con una pacifica occupazione, e che rischia di minare irreparabilmente situazioni lavorative di aziende estranee come la scrivente Eutelia, possa trovare presto una soluzione positiva per tutti.