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Vittorio Pasteris

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I problemi del cantante – politico Youssou N’Dour

* 4 febbraio, 2012 * Mondo, Multimedia, Pensieri * 0 commenti

Via il Post

Il Senegal è un’eccezione nell’Africa nordoccidentale. Nei suoi oltre cinquant’anni di indipendenza non c’è mai stato un colpo di stato, ed è considerato uno dei paesi dalle istituzioni democratiche più solide, mentre intorno paesi come Liberia, Costa d’Avorio e Sierra Leone hanno tutti conosciuto lunghe e sanguinose guerre civili e periodi di instabilità politica più o meno prolungati. Ma nel 2012 si terranno nel paese le elezioni presidenziali, e dopo oltre dieci anni di governo dell’anziano presidente Abdoulaye Wade, 85 anni, la situazione sembra incerta e preoccupante.

La Costituzione prevede un limite di due mandati per il presidente, ma venerdì 27 gennaio la Corte costituzionale ha deciso che la norma non si applica a Wade, dato che è stata introdotta quando il suo primo mandato era già in corso. La Corte ha escluso Youssou N’Dour dalla competizione elettorale, dicendo che molte firme raccolte per presentare la sua candidatura erano irregolari.

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La rivoluzione mobile dell’Africa

* 28 agosto, 2011 * Internet, Mobile * 0 commenti

Africa’s Mobile Revolution from Jenni Parker on Vimeo.

Un’Africa molto rinnovabile

* 18 agosto, 2011 * Ambiente, Mondo * 0 commenti

Via Enrica

L’Africa è pronta per un boom di risorse rinnovabili, che entro il 2020 cresceranno da 3,6 miliardi di dollari a 57 miliardi di dollari. Grazie anche agli investimenti stranieri (immagino che la Cina si stia leccando i baffi) nelle infrastrutture energetiche.

Lo dice lo studio entusiasta di Frost & Sullivan “Mega Trends in Africa: A bright vision for the growing continent“, che sarà rilasciato durante la conferenza sulla crescita e l’innovazione in Africa che si terrà a Cape Town il 25 agosto.

Imagine in the north of Africa

* 13 marzo, 2011 * Multimedia, Pensieri * 0 commenti

Da sempre ho amato la musica che si produce nel nord dell’Afirca. Sarà un problema di contaminazione con la cultura della Francia, sarà un problema di contaminazione con la cultura di Torino. Sarà … Quel nord Africa che si è rivoltato in poche settimane.

Siamo italiani molto egiziani, meno libici e tunisini

* 21 febbraio, 2011 * Mondo, Pensieri * 0 commenti

In questi giorni di rivoluzioni in corso nei paesi dell’Africa mediterrana stiamo assistendo a diversi comportamenti dei media italiani rispetto alle diverse inurrezioni nazionali. Interessati, ma con distacco e con copertura modesta nel caso della Tunisia. Partecipi e con copertura massiva nel caso dellEgitto. Interessati, forse imbarazzati, con copertura modesta nel caso della Libia. Solo ora che si accetta il fatto che nel paese di Gheddafi sta avvenendo una carneficina, si stanno interessando maggiormente alle cose libiche. Se qualcuno sa spiegare queste asimmetrie gliene saremo grato.

Per aggirare il ricatto di Gheddafi sull’Africa

* 1 settembre, 2010 * Personale * 0 commenti

Mario Deaglio su Lastampa.it

La popolazione africana «nera» cresce infatti di oltre 20 milioni l’anno e per conseguenza raggiungerà il miliardo nel 2017, nel 2020 sarà attorno a un miliardo e 80 milioni, nel 2030, in un’ipotesi media di crescita, circa 1300 milioni. La popolazione europea rimarrà stazionaria fino al 2020 e comincerà a perdere oltre un milione di persone l’anno dopo quella data. Queste cifre già lasciano supporre che la popolazione dell’Africa sub-sahariana sia, dal nostro punto di vista, incredibilmente giovane, e le cose stanno effettivamente così: circa il 60 per cento degli africani «neri» ha meno di 25 anni mentre appena l’8 per cento ne ha più di 65; in Europa i dati corrispondenti sono pari a circa la metà per i giovani – che sono quindi il 30 per cento del totale – e circa il doppio per gli anziani, pari al 16 per cento del totale. Questo divario è destinato a peggiorare in maniera abbastanza sensibile nei prossimi due o tre quinquenni.

Questi sono i dati difficili da digerire – specie se vengono raccontati con semplici allusioni da parte di qualcuno che usa un tono che comunque a noi sembra stravagante o addirittura sprezzante, se l’oratore è offensivo con le donne e arrogante con la nostra religione – ma vanno digeriti. In confronto a noi gli africani «neri» sono mediamente poverissimi, vivono in una realtà in cui spesso è presente la guerra, sono assillati dall’Aids, in buona parte soffrono la fame, hanno un reddito per abitante (per quello che può valere questa misura) stimato attorno agli 800 – 1500 dollari contro i 30-40 mila dollari degli europei. Il lettore si ponga nei panni di un capofamiglia africano che ha a cura l’avvenire dei suoi figli: prende i suoi risparmi e a quello che ritiene più in gamba procura un posto su un autobus incredibilmente stipato sul quale le valigie di cartone sono un lusso.

L’autobus si incammina per le piste della savana che, per i capricci della geografia, in due casi su tre finiscono in Libia evitando sia le catene montuose sia i deserti più duri. E qui entra in scena il colonnello Gheddafi del quale si può correttamente dire che, dal punto di vista degli africani, detiene le chiavi del Paradiso europeo; e molto sgarbatamente e molto duramente chiede agli europei di pagarlo per tenere chiusa la porta. Gheddafi ha fatto un riferimento alle «invasioni barbariche» che non è troppo scorretto: i barbari che si presentavano alle porte dell’Impero Romano circa 1700 anni fa solo raramente avevano propositi bellicosi, assai più spesso erano affamati. E per tenerli lontani i Romani quanto potevano facevano affidamento su popolazioni-cuscinetto; Gheddafi propone la Libia per questo ruolo.

Per dire «no» a Gheddafi non bastano le parole, è necessaria una proposta alternativa.

Waka Waka

* 12 giugno, 2010 * Multimedia, Sport * 0 commenti

Rugby, libertà e politica in Invictus

* 16 gennaio, 2010 * Multimedia, Sport * 0 commenti

Un film splendido con come protagonisti principali il Sudafrica, Il rugby, Madiba e gli Springbox

L’aggregatore per le crisi viene dall’Africa

* 15 gennaio, 2010 * Internet, Media, Mondo * 0 commenti

Via Repubblica

Tweet, post, mail, sms. Feriti intrappolati sotto le macerie, ospedali crollati, scuole rase al suolo. La rete è inondata di notizie che provengono da Haiti. Ma come renderle facilmente accessibili alle organizzazioni umanitarie e agevolare così i soccorsi? Una risposta arriva dall’Africa. Ushahidi, la piattaforma di crowdsourcing che permette di raccogliere informazioni dalla folla attraverso sms, tweets, mail, nata nel 2008 per raccontare le violenze post-elettorali in Kenya, e usata anche da Al Jazeera per la copertura dell’ultima guerra a Gaza, ha messo online una pagina dedicata alla crisi haitiana. In meno di 12 ore sono già stati raccolti quasi 3000 messaggi, in gran parte via Twitter .

What is Ushahidi? from Ushahidi on Vimeo.

Una volta verificate, le informazioni vengono visualizzate su una mappa, divise per categorie: strutture crollate, scuole e ospedali danneggiati, strade bloccate, persone intrappolate sotto le macerie, incendi e zone senza acqua potabile. La piattaforma, rilasciata in beta come applicazione open source, è scaricabile gratuitamente. (Il New York Times, secondo quanto riferisce l’Huffington post, sta cercando il modo di integrarla per seguire gli sviluppi della situazione ad Haiti).

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Jeremy al Politecnico dall’Africa senza un soldo in tasca

* 20 novembre, 2009 * Mondo, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Jeremy, 25 anni, è venuto a Torino per un master al Politecnico con soli 100 euro in tasca, ma c’è chi ha voluto dargli una mano.

Stefano l’Africano

* 8 ottobre, 2009 * Internet, Piemonte * 0 commenti

Il grande Stefano Hesse è diventato il responsabile per la comunicazione e per le public policy per l’Africa di Google.

Auguroni !

Mongolfiere nel deserto

* 27 settembre, 2009 * Mondo, Sport * 0 commenti

Via mongolfiere.it
Per la prima volta 40 mongolfiere volano nel deserto delle Libia sull’Oasi di Gadames, la porta dell’Africa.