informazione Archivi - Vittorio Pasteris Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Vittorio Pasteris

Parole Fatti Pensieri

header


Un corso on-line con la Scuola Holden firmato Pasteris e Borgogno per imparare a fare giornalismo e informazione

* 8 febbraio, 2013 * Internet, Media, Personale * 1 commenti

logo_holdenSe volete imparare qualcosa di utile per fare giornalismo o informazione potete partecipare al corso organizzato dalla prestigiosa scuola Holden che ho realizzato con Franco Borgogno. Il corso è articolato in otto lezioni utilizzando una piattaforma di e-learning molto diffusa, Moodle che permette di  interagire con i docenti e con gli altri studenti, consultare le lezioni, i video, le presentazioni, realizzare gli esercizi pratici. Il corso ha un costo contenuto rispetto ad altri corsi carissimi ed inutili. Se volete iscrivervi.

La presentazione del corso e qualche notizia su Franco Borgogno e Vittorio Pasteris:  Il giornalismo è una passione, uno stile di vita, un modo di essere, ma è anche una professione che sta mutando in maniera velocissima per l’evoluzione tecnologica e sociale. Il nostro corso di giornalismo in e-learning è costituito da due percorsi: uno sul giornalismo tradizionale e uno sul giornalismo digitale, interconnessi e interdipendenti.

Read more »

Il giornalismo del futuro

* 14 dicembre, 2012 * Media, Pensieri * 0 commenti

Cose dette a Siena

Levenson Report: un documento importante per fotografare l’informazione del presente e pensare quella del futuro

* 1 dicembre, 2012 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

Nel silenzio dei soloni dell’informazione italiana impegnati a salvarsi il deretano e a dissertare del sesso degli angeli è uscito in UK il lavoro cordinato da  Justice Leveson per fare il punto sull’etica dell’iformazione e sui rapporti fra informazione economia, politica, polizia, e privacy. Un lavorone che merita un’analisi attenta.

The Prime Minister announced a two-part inquiry investigating the role of the press and police in the phone-hacking scandal, on 13 July 2011. Lord Justice Leveson was appointed as Chairman of the Inquiry.  The first part will examine the culture, practices and ethics of the media. In particular, Lord Justice Leveson will examine the relationship of the press with the public, police and politicians.  He is assisted by a panel of six independent assessors with expertise in key issues being considered by the Inquiry.

The Inquiry has been established under the Inquiries Act 2005 and has the power to summon witnesses.  It is expected that a range of witnesses, including newspaper reporters, management, proprietors, police officers and politicians of all parties will give evidence under oath and in public.

It will make recommendations on the future of press regulation and governance consistent with maintaining freedom of the press and ensuring the highest ethical and professional standards.

GlocaNews a Varese: il paradiso dell’informazione vera e online: ci vediamo …

* 15 novembre, 2012 * Internet, Multimedia, Personale * 0 commenti

Da giovedì 14 a sabato 16 novembre ci vediamo a Varese dove si svolge  GlocalNews, il primo festival dell’informazione glocale italiano. In programma una tre giorni di workshop, conferenze, aperitivi tematici e convegni trasmessi in diretta su Glocal12.it, su Altratv.tv e su web tv, blog, videoblog e media locali digitali. Ci sarà anche Quotidiano Piemontese a raccontare la sua storia e a confrontarci con altri giornali che stanno cambiando l’informazione in Italia. Il bloggente titolare coordinerà i due giorni di Piccoli giornali Crescono, il barcamp dei piccoli giornali locali.

Da QP :

Miniguida a glocalnews
Sito

Programma,
Speaker
Testate
L’hashtag ufficiale sarà dell’evento sarà #glocal12.

Lo schifo di una informazione che parla di politici delinquenti e dimentica l’ambiente che muore

* 9 novembre, 2012 * Ambiente, Media * 0 commenti

Via Il Fatto Quotidiano

 

I talk show sono monopolizzati dai politici e dalle loro chiacchiere, spesso vuote. Eppure ce ne sarebbero molte di cose più interessanti da ascoltare, o ben più importanti. Un esempio fra tanti? L’ambiente. E, ovviamente, tutto ciò che ad esso è correlato: occupazione, salute, tecnologia, stili di vita e molto altro. Perché dunque dobbiamo stare a sentire ciò che hanno da dire Renzi o la Santanchè, quando ci sono temi divenuti ormai urgenti come la perdita di biodiversità, l’adattamento ai nuovi rischi ambientali e climatici, o le opportunità collegate al rimodellamento della nostra economia in direzione dell’efficienza?

 

Continua il tracollo dei quotidiani tradizionali. Nel periodo aprile-luglio 2012: La Stampa -11%, Messaggero -10%, Repubblica -8,9%

* 19 settembre, 2012 * Economia, Italia, Media * 0 commenti

I dati del secondo ciclo dell’indagine Audipress per il periodo 2 aprile–8 luglio 2012 sulla lettura dei quotidiani cartacei in Italia disegnano la crisi irreversibile dei media tradizionali, molti dei quali sono in seria diffiocltà economica nella transizione al digitale. Si salveranno davvero in pochi. Molti dei quotidiani tradizionali hanno dei costi fissi e di personale incompatibili con un pareggio possibile di bilancio

Se la perdita media rispetto al periodo precedente è del 3.8%, i dati relativi a molte testate storiche sono impressionanti. La Stampa ha perso un 11%, il Messaggero il 10%, lo stesso Fatto Quotidiano ha una battuta d’arresto (-9,3%). Non meglio Repubblica (-8,9%) mentre il Corriere riesce a parare la crisi insieme al Giornale (-4,8%) Sole 24 Ore (-4,7%). La Gazzetta dello Sport riesce a tenere (-1,3%) come gli altri quotidiani sportivi probabilmente grazie agli Europei di Calcio. Eccezione al calo generalizzato il boom del Giorno (+24%)

I dati di Audipress

I dati Audipress ordinati (elaborazione Vittorio Pasteris)

-bottom: 5px;”> Audipress dati aprile–8 luglio 2012 from Vittorio Pasteris

 

Le notizie che i giornali non danno ovvero come i vecchi media nascondono le notizie ovvero giornalismo italiano, più escort che watchdog

* 15 settembre, 2012 * Italia, Media, Pensieri * 0 commenti

Pierluca Santorio Via Lsdi

Il 5 Settembre è stato pubblicato dal World EconomicForum il Global Competitiveness Report 2012-2013, rapporto con cadenza annuale che analizza, sulla base di 12 fattori di competitività e un sondaggio d’opinione tra gli imprenditori, il livello di competitività di 144 nazioni del mondo.  L’Italia si posiziona al 42° posto a livello mondiale e, ancora una volta fanalino di coda in Europa, dopo Spagna, Repubblica Ceca e Polonia. A pesare, come mostra l’ immagine sottostante, sono soprattutto:

  • Rigidità del mercato del lavoro [127° posto] malgrado l’approvazione della recente riforma
  • Arretratezza del mercato finanziario [111° posto]
  • Diffusa corruzione, scarsa fiducia nell’indipendenza del sistema giudiziario e contesto istituzionale che fa crescere i costi per le imprese e gli investitori [97° posto]

    Read more »

Diritto all’oblio e informazione su Internet il punto della situazione

* 13 settembre, 2012 * Diritti, Media * 0 commenti

Via ObiettivoTre

Internet e il diritto all’oblio: un tema che diventa tanto più attuale quanto il web penetra nella nostra vita. Sia l’Unione Europea che la giurisprudenza italiana stanno cercando di fare un po’ di chiarezza in questo “mare magnum”, che riguarda direttamente anche il mondo dell’informazione, per tutelare sia il singolo individuo sia il cosidetto “diritto di cronaca”.

Tra i problemi con cui si deve confrontare il giornalista online c’è quello della rimozione delle notizie: quando infatti è lecito ottenere la rimozione di una notizia da un sito di informazione?

Read more »

E’ ora che si abbia un FOIA italiano

* 16 maggio, 2012 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

Finalmente anche in Italia ci si muove in massa per avere un Foia Italiano. Che cosa è il Foia ?

Il nostro paese vive uno dei momenti più difficili della sua storia: la grave situazione economica nazionale ed europea e il rischio di un crollo dell’euro, l’aumento della disoccupazione, la grave crisi dei partiti, l’inefficienza e la disorganizzazione della pubblica amministrazione, la difesa degli interessi corporativi, la crescita delle diseguaglianze sociali, la corruzione, il discredito delle istituzioni. In questa situazione tutti gli italiani possono contribuire ognuno per le loro competenze e nei loro settori ad affrontare i problemi che bloccano lo sviluppo della società civile e impediscono la ripresa economica.

Un gruppo di associazioni e di singoli cittadini, riunitisi presso la Federazione nazionale della stampa, ha deciso di aprire un dibattito pubblico sull’esigenza di un maggiore riconoscimento del diritto all’informazione, con l’introduzione di una legge sul Freedom of Information simile a quella introdotta negli Stati Uniti nel 1966 (FOIA) e da tempo esistente nei paesi democratici.

Un confronto tra la nostra legge (241/1990) e quelle in vigore negli altri paesi europei e in USA, mostra il ritardo dell’Italia dal punto di vista sia culturale sia legislativo, per quanto riguarda i diritti del cittadino. La nostra legge è infatti l’unica in Europa a subordinare la richiesta della documentazione della pubblica amministrazione a un interesse diretto del singolo cittadino, e ad escludere esplicitamente la possibilità di un suo utilizzo come mezzo di controllo generalizzato sulla pubblica amministrazione.

Nonostante il principio della “accessibilità totale” sia stato introdotto nella normativa italiana vigente (Legge 15/2009; 150/2009; 183/2010), esso resta appunto soltanto una mera affermazione di principio, non in grado di vincolare la pubblica amministrazione attraverso, ad esempio, un sistema di obbligo-sanzione.

Non c’è più Berlusconi e l’Italia ha sempre una informazione “diversamente libera”: come la mettiamo ?

* 4 maggio, 2012 * Italia, Media * 0 commenti

Via Isfreedom

La libertà di stampa è leggermente aumentata in Italia con le dimissioni di Silvio Berlusconi da premier, ma il Paese resta tuttavia ‘parzialmente libero’, anche a causa dell’influenza del Cavaliere. È quanto si apprende dal rapporto 2012 di Freedom House, organizzazione indipendente statunitense che ogni anno pubblica i dati relativi alla libertà di stampa nel mondo. Il nostro Paese è un raro esempio di nazione non ‘libera’ in Europa occidentale e si posiziona al pari di Guyana e Hong Kong. Per la prima volta in otto anni, la situazione globale nel complesso non è peggiorata. A guidare la classifica, Finlandia, Svezia e Norvegia. “Il peggio del peggio” è riscontrato in otto Stati: Bielorussia, Cuba, Guinea equatoriale, Eritrea, Iran, Corea del Nord, Turkmenistan e Uzbekistan. Il punteggio degli Stati Uniti è scivolato a causa della repressione da parte delle forze di polizia del movimento e dei giornalisti che hanno seguito Occupy Wall Street. Lo scandalo dei media ha danneggiato la posizione del Regno Unito, che resta comunque Paese ‘libero’. Grande attenzione è rivolta alla situazione dei Paesi della Primavera araba: “La recente apertura degli ambienti multimediali in Paesi come la Tunisia e la Libia, pur tenue e lontana dall’essere perfetta, è fondamentale per il futuro dello sviluppo democratico nella zona e deve essere nutrita e protetta”, ha sottolineato il presidente di Freedom House David J. Kramer. La Cina e le nazioni autoritarie in Africa e Medioriente, si legge nella relazione, hanno censurato le notizie della primavera araba.

Evviva la morte dei media tradizionali

* 13 aprile, 2012 * Diritti, Internet, Italia, Media * 2 commenti

Serve un difensore civico dell’ informazione ?

* 30 gennaio, 2012 * Italia, Media * 0 commenti

Via LSDI

Un difensore dell’informazione a garanzia dei cittadini, sul modello del difensore civico. E’ una delle proposte emerse nel corso dell’ incontro su ‘’Informazione e pubblicità, relazioni pericolose?’’ che si è tenuto venerdì mattina al Circolo della stampa di Milano in occasione della presentazione della Ricerca realizzata dal gruppo di lavoro su ‘’Qualità dell’ informazione e pubblicità’’ del Consiglio nazionale dell’ ordine dei giornalisti insieme all’ équipe di ricercatori dell’ Università di Urbino guidata da Giovanni Boccia Artieri.

La proposta, avanzata da Michele Urbano nella sua relazione su ’’Deontologia e cambiamento’’, è stata accolta pienamente da Giancarlo Ghirra, segretario dell’ Ordine nazionale dei giornalisti, che nel suo intervento, a conclusione del dibattito, ha ipotizzato che il ‘’difensore dell’ informazione’’ possa svolgere anche un ruolo da ‘’pubblico ministero’’, segnalando ai futuri Consigli di disciplina (previsti dalla Legge 148 per tutti gli ordini professionali) casi di violazione delle norme deontologiche da parte delle testate giornalistiche e, nel caso del rapporto informazione/pubblicità, commistioni e relazioni pericolose, a garanzia del diritto dei cittadini a una informazione corretta e alla massima lealtà da parte del giornalismo professionale.

‘’ Un difensore dell’informazione può essere utile solo se esterno, realmente indipendente. Modello difensore civico’’ ha spiegato Urbano.