Italia.it perso (per sempre ?) nel mare della rete

Di   19 Gennaio 2008
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Prendete Firefox e digitate http://www.italia.it

Dopo una manciatona di secondi vi comparirà un messaggio: sito inaccessibile , neanche che so io un rassicurante”Error 404″.
Che succede non hanno pagato le bollette ? Oddio che fine ha fatto il maxi portalone turistico italiano ?

Niente di grave lo hanno solamente chiuso !

Anna Masera spiega la situazione kafkiano – fantozzian – politica alla base della situazione.

Una decisione presa ieri sera verso le ore 19 dal Dipartimento dell’innovazione tecnologica gestito dal ministro Luigi Nicolais. Ma Francesco Rutelli e il suo Ministero per i Beni e le Attività Culturali da cui dipendeva il portale “non si sono sentiti”, ci dicono amareggiati dalla redazione di Italia.it.

«Speravamo in un rilancio visto l’investimento cospicuo (5 milioni e 800 mila euro), abbiamo corretto gli errori denunciati lavorando gratis in questi ultimi mesi, e invece siamo a spasso senza nemmeno una comunicazione ufficiale» commenta il caporedattore Luca Palamara.

Solo ieri Palamara mi aveva scritto una mail con il seguente appello, che volentieri pubblico:

“Volevo comunicarle la situazione paradossale in cui versa il portale in questo momento. Questo è sempre in bilico tra la chiusura ed il rilancio, tra il passaggio all’Enit ed il prolungamento del contratto con il vecchio Rti a causa del rimpallo di non-decisioni che rischiano di mandare definitivamente all’aria un investimento cospicuo (pari a circa 5 milione e ottocentomila euro).
Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell’ultimo mese sono aumentati anche gli accessi).
Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano che in Italia produce continuamente delitti reati e sperperi senza arrivare mai a determinare colpevoli e cause.
Le Regioni sono adesso fortemente interessate al contributo promesso per il portale e quindi sono passate dalla fase di rifiuto di un anno fa ad una di adesione, attiva partecipazione e promozione per la sopravvivienza del portale stesso. Ma ovviamente le risposte non arrivano perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità e i quasi 6 milioni spesi fino ad adesso saranno a breve l’unica eredità visibile di tutta questa assurda vicenda”.