Un treno bestiale: la neve, il TGV, le FFSS

Di   11 Dicembre 2008
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In effetti c’era da temere un viaggio terribile a giudicare dal maltempo e dalla neve che flagellava l’Europa, ma la realtà ha superato qualsiasi immaginazione. Partenza dalla Gare de Lion alle ore 15.24 con il TGV 9249. Destinazione del viaggio Torino Porta Susa, anche se il viaggio del treno si conclude a Milano. Ora prevista per l’arrivo le 21.16, sei ore più o meno dopo la partenza.

Parigi ha visto nel pomeriggio un sole invernale piacevole, anche se il tempo lentamente si è un po’ rovinato. Si parte in orario in un treno carico prevalentemente di turisti italiani in ritorno a casa. Sono in tutto 8 vagoni per un totale di circa 200 viaggiatori.

Il viaggio scorre piacevole nella discesa da Parigi verso Lione, fra pascoli e nevischio. Sosta regolare a Lione, poi ancora verso Chambery. La neve si fa più fitta, tanto da imbiancare rapidamente paesaggio, rotaie e Tgv. Il treno rallenta nel buio dei boschi francesi. Si ferma, dopo riparte nuovamente lentamente. Poi si riferma di nuovo in una stazione. Si arena in una stazioncina spettrale che si chiama Saint Andre Le Gaz.

Che succede ? Dopo poco la voce del treno ci racconta che la linea a valle è bloccata. Un albero è caduto sulla linea per la neve. Tutto è bloccato. Le ferrovie francesi ci forniscono il pasto di sopravvivenza. Niente male il tabule in versione “treno dei disperati”. Prevedono un ritardo annunciato di almeno 2 ore e mezza.

Bisogna praticamente ritornare indietro fino a Lione e reinstradarsi verso Chambery per un’altra direzione.
Beffardamente a Lione non nevica più. Da Lione si arriva secondo copione a Chambery per poi risalire nella valle della Maurienne ed arrivare a Modane con tre ore di ritardo rispetto al previsto.

Qui seconda puntata aggravata della vicenda. Ci sono dei problemi bisogna aspettare venti minuti. In effetti passa un’ora: nessuna informazione ufficiale, filtrano però le notizia. Un treno merci è fermo nella galleria del Frejus. Hanno cercato una motrice per spostarlo, ma non girava. Ne stanno cercando un’altra. E noi ? Nessuno dice nulla. Poche informazioni quasi nulle. I ferrovieri francesi se ne sono andati. In effetti il loro compito era finito.

Quelli italiani sono spaesati, poco chiari, decisamente poco decisionisti. Mezzanotte è passata da mezz’ora e i ferrovieri portano bottiglie d’acqua. Grazie a dio il treno è caldo, gli anziani stanno bene di salute e i bambini sembrano stanchi, ma riescono a stare tranquilli.

Altra circolazione di notizie: si parte con i pulmann. Si fa la conta di chi va a Torino, a Milano, a Novara … Nonostante lo stress e la stanchezza la gente tiene ancora i nervi saldi. Nonostante tutto.
Le Ferrovie italiane hanno messo in opera una procedura semplice: verificare se li guasto è gestibile, in caso contrario passare ai pulmann sotitutivi. Tempo per la messa in opera della procedura circa tre ore.

Alle 2.30 arrivano i 4 pulmann per andare a Torino e Milano. Alle 4 siamo a Torino. Il taxista stenta a credere al racconto del viaggio … Più di dodici ore.

UPDATE: Si scopre che le Ferrovie dello Stato il giorno dopo si sono dimenticate di informare i viaggiatori che il primo treno per Parigi del mattino era stato soppresso.

Decine le segnalazioni arrivate al centralino del Codacons questa mattina, per la soppressione del treno delle 8.11, il Tgv 9240 Torino – Parigi, proveniente da Milano. “L’ufficio servizio clienti Trenitalia – spiega il Codacons Piemonte – ha comunicato ai passeggeri in attesa sulla banchina, che il Tgv era stato soppresso da ieri”. Il treno, secondo quanto appreso dall’associazione, era rimasto fermo da ieri, causa neve, a Modane. “I passeggeri in partenza da Torino hanno cosi’ dovuto aspettare fino alle 9.40 il successivo Tgv con identica destinazione, senza alcuna garanzia – prosegue il Codacons Piemonte – di poter raggiungere Parigi senza dover cambiare treno a Modane, dove era rimasto l’altro convoglio, perche’ Trenitalia non assicurava la sufficienza dei posti sul treno delle 9.40?.