Eluana: partorirai con dolore

Di   8 Febbraio 2009
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La decadenza etica e cerebrale delle scelte comunicative, e politiche, dell’attuale Governo richiede davvero un punto di rottura. La volontà di ritirare le fila di un difficile rapporto con il Vaticano, ha fatto uscire parole e leggi ad personam, e situazioni mai viste sul caso Englaro. Se Berlusconi punta a delineare uno stato teocratico e monoliticamente religiosamente integralista , bene troverà sulla sua strada a fermarlo i cattolici veri, quelli che considerano la religione un metodo per creare consensi e voti elettorali, quelli che forse non sempre sono a messa, perchè impegnati ad aiutare gli altri, quelli che vivono la religione e non la esternano.

E poi signor Berlusconi non ci parli della sua coscienza, dovremmo chiamare “Chi l’ha visto ?” per scoprire che fine ha fatto.

Via Massimo Mantellini

Mi concentro sulla frase che, purtroppo, è stata pronunciata veramente. In linea teorica, scientificamente parlando, credo che quel signore abbia ragione. Avrebbe anche potuto dire che Eluana è viva perché ha due reni e un fegato che ancora svolgono le normali funzioni metaboliche, ma sarebbe stato molto meno evocativo.
Eluana è viva perché ancora ha un utero che può svolgere quella funzione fondamentale  che da sola, ancor oggi, caratterizza come esseri umani, privi di una vera dignità, le donne in molti paesi: la procreazione. Potrebbe cioè, in linea teorica, diventare una sorta di povero terreno inerme in cui far germogliare un seme introdotto con la violenza. Potrebbe essere, non certo una madre, ma una sorta di macchina incubatrice in cui far crescere un feto.

Via Vittorio Bertola

E tutto questo è niente, perché io non riesco a smettere di chiedermi cosa volesse dire il nostro Presidente del Consiglio quando spiegava che è un dovere mantenere in vita Eluana Englaro perché così potrebbe ancora fare dei figli. Elio già da tempo ci ha spiegato che essere donna oggi, in ossequio alle moderne regole del marketing parolaio a sfondo rosa, significa essere “non più cagafigli, bensì dolce e caparbia cagatrice dei tuoi figli”. Ma una persona ridotta in stato vegetativo in un letto d’ospedale da diciassette anni come può procreare (ammesso il caso del tutto impossibile che sia fisiologicamente in grado di farlo) se non venendo violentata?