Internet e giornalismo locale

Di   14 Marzo 2009
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Via il Ducato

Si moltiplicano in Italia i siti d’informazione locale, spesso veri e propri giornali online senza un riferimento ad altre testate tradizionali. Sono decine in ogni parte d’Italia e una quarantina si sono raccolti nell’Associazione nazionale stampa online (Anso), il primo organismo associativo nato in Italia.

Il fenomeno è molto ampio: solo nella regione Marche ce ne sono almeno 24, solo sette dei quali risultano iscritti all’associazione.

Marco Di Maio, membro del consiglio direttivo dell’Anso, immagina che il numero di iscrizioni aumenterà, via via che si procede con il rinnovo delle quote: “probabilmente – dice – ci saranno delle integrazioni”. Per il momento Di Maio fornisce i dati relativi alle testate aderenti all’Anso: sei milioni di utenti unici e 25 milioni di pagine visualizzate ogni mese. Sui siti Anso vengono pubblicate più di 500 notizie al giorno. L’associazione annuncia Benedetto Liberati, editore marchigiano e anch’egli membro del consiglio direttivo, avvierà nei prossimi mesi una sua indagine, per capire un settore in forte sviluppo negli ultimi due anni.

“Se sull’informazione globale la competizione è infinita, perché resa disponibile da più fonti concorrenziali, l’informazione locale è esprimibile in poche fonti”, spiega Vittorio Pasteris , giornalista de lastampa.it e coordinatore di un censimento delle redazioni online per il sito LSDI.
L’offerta locale è molto modesta rispetto a quella generalista e globale, che è smisurata. “E’ quindi più facile – per Pasteris – costruire delle nicchie per quelle redazioni che stanno cercando di collocarsi o riposizionarsi in una zona diversa d’informazione”.

“Non è facilissimo fare uno studio dettagliato su questo tema – avverte Pasteris – “perché chi fa questo mestiere è poco abituato a raccontarsi. Anche molti intervistati poi non sono entusiasti nel sentirsi chiamare giornalisti, poiché hanno una visione poco positiva del giornalismo ortodosso”.

Per Di Maio l’avvento delle testate locali nel web rappresenta una “grossa rivoluzione”: “Fino ad oggi si era portati a pensare che il tempo reale fosse qualcosa riservato all’informazione nazionale. Con la comparsa dei nostri giornali molto spesso la dimensione si è trasferita anche al locale”. Altra caratteristica è la multimedialità: “ Con internet si possono collegare all’informazione scritta foto e video. In alcuni casi abbiamo associati che elaborano telegiornali e podcast radio scaricabili dagli utenti”.

Per il suo censimento, svoltosi nel 2008, Pasteris ha spedito alle redazioni online alcuni questionari. E molte risposte sono giunte dalle testate aderenti all’Anso. Nonostante le difficoltà abbiamo così una visione parziale, ma abbastanza eterogenea del fenomeno.

Il giornalista online del 2009 ha un’età media di 37 anni. Da sei lavora per testate internet. Nelle redazioni che hanno alle spalle testate “tradizionali” (cioè non nate direttamente in rete) è spesso professionista. Nelle testate sorte per il web è per la stragrande maggioranza pubblicista o non iscritto all’ordine (circa l’86%). Il suo lavoro è principalmente svolto al desk (ricerca cioè le notizie in redazione e ha contatti con le fonti sempre in ufficio).

L’organico di queste redazioni è composto quasi sempre da uno o due professionisti o pubblicisti (in genere direttore o caporedattore), integrati con un ampio spettro di collaboratori. E’ il caso di VivereMarche, un portale d’informazione sul territorio marchigiano, che ha rapporti stretti con i laureati delle università della zona. A giudizio di Benedetto Liberati “la stragrande maggioranza dei nuovi giornalisti iniziano la loro carriera sul web: E’ difficilissimo intraprendere la carriera partendo dalla carta stampata, sia per una questione di disponibilità di posti, sia per la facilità d’accesso al mezzo internet”.

Le redazioni online sono organismi più snelli ma ciò non significa che nel locale non si siano affermate realtà importanti nel locale. Varesenews , per esempio, un giornale web di notevole visibilità – ricorda Di Maio – al pari dei portali d’informazione nazionale.