Ci si muove per la libertà di rete in Italia

Di   17 Dicembre 2009
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Via Enzo di Frenna

Piace la mia  idea di usare il corpo fermo e in silenzio, come risposta al golpe digitale pensato dal Governo piduista per imbavagliare la Internet italiana. Ieri ne parlava Repubblica on line qui.

Con Alessandro Gilioli, Pippo Civati, l’avvocato Guido Scorza e Luisa Capelli (Meltemi editore) ci stiamo coordinando per una manifestazione il 23 dicembre a Roma, ad alto impatto mediatico. Saremo tutti sdraiati a terra. Immobili e in silenzio, come ci vorrebbe il Governo Berlusconi.

Via Primaonline

“Limitare la libertà su Internet sarebbe gravissimo, anche se penso che le misure di cui si parla saranno praticamente irrealizzabili”. L’ha affermato Tito Boeri, professore di economia alla Bocconi e fondatore del sito LaVoce.info, intervendendo oggi alla tavola rotonda sull’innovazione organizzata da Telecom Italia nell’ambito del progetto Working Capital. “Non sono riusciti in Cina a fermare la Rete, figuriamoci se ci riusciranno in un Paese occidentale come l’Italia”, ha proseguito Boeri. “Il segnale che si dà, di voler ridurre gli spazi di democrazia, è comunque pesante e rischia di aggravare ulteriormente il clima molto polarizzato in cui stiamo vivendo da mesi e che paralizza il Paese”.