Il rischio Grecia dietro l’angolo

Di   30 Maggio 2010
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Via Wall Street Italia

Sono i tedeschi (tessera n.1 del club europeo anti “Club-Med”) tramite il settimanale “Der Spiegel” a ricordare ai mercati perche’ la manovra Tremonti e’ stata disperatamente approvata in fretta e furia, e solo dopo la minaccia di dimissioni da parte del ministro dell’Economia. E anche per quale motivo – purtroppo – la politica fiscale italiana si conferma inadeguata a rimettere in rotta il nostro paese, come invece promette l’amato premier (in ogni caso il prossimo governo d’emergenza nazionale sara’ a guida Tremonti). “L’Italia sta per essere schiacciata da un’ondata di debiti in maturazione peggiore di quella della Grecia pari in totale a 1/3 del Pil” e’ l’avvertimento, da ignorare a nostro rischio e pericolo.

E’ visualmente palese il problema colossale a cui l’Italia deve far fronte. Da subito. Questo cancro fino a tre giorni fa era stato evitato e nascosto (colpevolmente) dal “premier europeo campione di ottimismo un tanto al chilo”, quasi sempre in tutte altre faccende di potere affaccendato. Queste non sono pesanti accuse politico/ideologiche lanciate da WSI nella logica destra/sinistra e simili jurassici approcci alla gestione dell’economia. No, qui si tratta di notare come Palazzo Chigi abbia mancato ad elementari responsabilita’ e doveri costituzionali che fanno capo all’esecutivo nei confronti di un’intera nazione di 60 milioni di cittadini.

Per questo continuiamo a sostenere che la vera opposizione in Italia non la fa piu’ la politica di partito anti-governativa miope e incompetente dei Bersani e dei D’Alema, totalmente inaffidabili per proporsi come “alternativa” a Berlusconi. No, l’opposizione vera in Italia la fa ormai solo il mercato finanziario internazionale (speculazione in prima linea) dove viene punito o premiato chi merita, non in base a stupidi sondaggi di popolarita’ o alle ultime falsita’ propagandante da Minzolini e Fede; ma in base al voto, in tempo reale, di milioni e milioni di click sui computer nelle sale trading di tutto il mondo, dai quali il risultato e’ un “buy”, un “sell” e a quale prezzo, senza politica ne’ ideologia di mezzo. In Italia solo Tremonti e Draghi nella cerchia delle mura di Roma capiscono quest’antifona (anche se il primo odia il secondo e non potrebbero mai stare al governo insieme). Insomma: i mercati chiedono a gran voce un super-governo di tecnici per salvare baracca e burattini.

Tornando alla manovra, purtroppo ancora una volta ha confermato la solita strategia fiscale volta a rimettere fintamente “in rotta” il nostro paese, come ha promesso – ovvio – l’amato premier (tanto, ripetiamo, ormai e’ noto anche ai sassi che Silvio Berlusconi dovra’ essere scalzato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel prossimo governo di emergenza nazionale che gestira’ le difficili scadenze in arrivo).