I finanziamenti di Wikileaks

Di   24 Agosto 2010
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Via ilPost

In un lungo articolo pubblicato oggi sul sito del Wall Street Journal, Jeanne Whalen e David Crawford cercano di ricostruire l’intricato percorso che segue il denaro utilizzato dai responsabili di Wikileaks.

La principale fonte di finanziamento dell’organizzazione è una fondazione creata in Germania, la Wau Holland Foundation. La fondazione raccoglie le donazioni e grazie alle leggi tedesche può mantenere il segreto sui nomi dei donatori. Ma non c’è solamente la Germania, spiegano sul Wall Street Journal citando le parole di Assange:

«Siamo registrati come una biblioteca in Australia, come una fondazione in Francia, come un quotidiano in Svezia» dice Assange. Wikileaks ha due organizzazioni non profit negli Stati Uniti, che lavorano come «testa di ponte» per il sito web. Assange non ha però detto i nomi delle due organizzazioni, sostenendo che avrebbero potuto «perdere parte dei loro finanziamenti a causa degli interessi politici»

Circa la metà dei soldi che riceve Wikileaks provengono dalle piccole donazioni effettuate dagli utenti sul sito web dell’organizzazione, mentre l’altra metà arriva direttamente da singoli finanziatori con i quali Assange e colleghi sono in contatto. Si tratta di persone che in genere hanno a disposizione «diversi milioni e che si fanno sentire per donare tra i 60mila e i 10mila» spiega Assange, senza specificare in quale valuta, probabilmente dollari.

Via ilSole24Ore

Predica la trasparenza e il libero accesso ai documenti riservati in nome della democrazia, ma è accusato di innalzare una cortina di fumo intorno al proprio network finanziario: è il paradosso di WikiLeaks, l’organizzazione fondata da Julian Assange che ha messo in ginocchio il Pentagono pubblicando 76mila paper segreti sulla guerra in Afghanistan e minacciando di renderne noti altri 16mila ancora più scottanti.

Nel frattempo qualcuno ammette di finanziare Wikileaks dall’Italia

E’ vero, Assange e Wikileaks sono davvero dei rompic…  E comunque, se qualcuno cerca gli “oscuri” finanziatori, eccone uno: il sottoscritto.